(tratto da Turismo Sudafricano)
| Se è possibile far risalire
la storia del Sudafrica a circa 100.000 anni fa con i Boscimani (anche
noti come San Hunter Gathereres) che costituiscono la prima traccia di
civiltà sulla terra, la vera storia del paese comincia nel 1652
con la colonizzazione degli olandesi che, sotto la guida di Jan
van Riebeeck, costruirono nella zona del Capo un insediamento per il
rifornimento e la sosta delle navi della Compagnia delle Indie. La colonizzazione del paese era cominciata e con essa anche le guerre con le popolazioni indigene locali. Gli scontri con gli Zulu, i Venda, gli Tsonga, gli Swazi e gli Xhosa per la conquista delle terre si fecero sempre più cruenti e frequenti e, mentre le popolazioni indigene arretravano, i coloni si spingevano verso l'interno costruendo fattorie e bonificando i terreni rendendoli fertili. Tra la fine del '700 e l'inizio dell'800 la popolazione bianca crebbe enormemente grazie anche all'arrivo degli inglesi, attirati dalle immense fortune che questa terra vergine prometteva ai suoi conquistatori. Nel 1795 il Capo fu annesso dagli inglesi ma, dopo soli 8 anni tornò sotto il controllo degli Afrikaner (i coloni Boeri di origine olandese). La situazione del Capo restò instabile per alcuni anni ed aumentò la tensione tra gli inglesi, ormai diventati un gruppo molto numeroso, e i Boeri che si ritenevano i veri padroni del Capo. Intanto anche le guerre con gli indigeni aumentavano man mano che gli Afrikaner, in lotta con gli inglesi (che ormai governavano le loro terre e che avevano abolito la schiavitù con la "carta delle libertà"), si spingevano verso l'interno alla ricerca di nuove zone da colonizzare. Tra il 1838 e il 1843 i Boeri fondarono la repubblica di Natalia (oggi Durban e le zone limitrofe) ma anch'essa cambiò regime quando, nel 1843, gli inglesi la dichiararono loro colonia. Intanto gli inglesi si trovavano a difendere i loro confini dalla popolazione Zulu. Le tensioni sfociarono nella guerra Anglo-Zulu del 1879 che si concluse con la netta vittoria dei britannici. Per non trovarsi ad affrontare altri scontri, mentre la guerra con gli Zulu infiammava il paese, i britannici permisero ai Boeri di fondare due Repubbliche indipendenti: Orange Free State (l'odierna provincia di Free State) e il Transvaal (dove oggi sorgono le province del Gauteng, del Mpumalanga, il Limpopo e la North West). La scoperta dei grandi giacimenti di diamanti nel Northern Cape nel 1867 e dei filoni d'oro di Witwatersrand nel 1886 cambiò per sempre la storia del Sudafrica. I piccoli insediamenti coloniali diventarono improvvisamente un accattivante luogo di conquista e, man mano che i contadini abbandonavano le campagne per spostarsi verso le zone delle miniere, i flussi migratori dall'Europa si triplicarono portando nuova linfa ma anche nuovi conflitti. Il paese abbandonò la sua impronta rurale per trasformarsi in un paese industriale, la cui ricchezza ruotava intorno ai suoi giacimenti minerari. Johannesburg divenne il cuore economico del paese e i forti flussi migratori ingrandirono i suoi confini a vista d'occhio. Il rinato spirito pionieristico dei Boeri, unito alle immense ricchezze che il suolo delle loro colonie continuava a produrre sotto forma di diamanti e altre pietre preziose, non poteva che riportare su un piano di conflitto il rapporto con gli inglesi. Infatti nel 1880 scoppiò la prima guerra Anglo- Boera che si concluse con la vittoria dei Boeri. La pace durò molto poco e i due schieramenti si ritrovarono in guerra pochi anni dopo, nel 1899 quando il presidente del Transvaal, Paul Kruger e l'Alto Commissario inglese della colonia del Capo, non riuscirono a mettersi d'accordo sui diritti degli inglesi che vivevano nella colonia boera. La guerra si concluse nel 1902 con la sconfitta dei boeri. La pace di Vereeniging stipulata tra inglesi e boeri fu molto generosa nei confronti di questi ultimi e permise di porre le basi per la creazione, nel 1908, di un nuovo stato che unificò quattro importanti colonie: Cape, Natal, Orange Free State e Transvaal, da cui, nel maggio del 1910 nacque l'Unione del Sudafrica, sotto la dominazione della corona inglese. Nessun potere fu riconosciuto alle popolazioni indigene che, dal canto loro, mentre il paese cresceva sotto la spinta delle miniere di diamanti e dei giacimenti d'oro, avevano abbandonato la loro vita nomade per trasferirsi nelle grandi città. Tagliati fuori dalla vita politica e amministrativa dello stato i neri fondarono nel 1912 la African National Congress (ANC). Intanto l'insofferenza degli Afrikaner per la dominazione inglese e il loro spirito di supremazia, che si esprimeva attraverso una politica di segregazione razziale, trovò sfogo nell'elezione del National Party (NP) eletto a suffragio universale (limitato ovviamente ai bianchi) nel 1948. Con l'andata al governo del NP cominciò la pagina più buia del Sudafrica, quella che noi conosciamo con il nome di apartheid che diede origine a sanguinosi scontri e violenze, arresti di massa e omicidi politici che isolarono il paese dal resto del mondo. Il culmine si raggiunse nel 1960 con la sanguinosa repressione di Sharpeville in cui furono uccisi 69 neri. La condanna dell'occidente fu unanime. Nel 1961 il Sudafrica fu espulso dal Commonwealth e divenne una Repubblica indipendente. Nel 1964 Nelson Mandela, leader dell'ANC, fu incarcerato e gli scontri nel paese continuarono senza sosta tra le condanne generali. La situazione mutò solo nel 1989 quando alla guida del paese fu eletto De Klerk: il nuovo Presidente fece rilasciare nel 1991 Nelson Mandela e cominciò immediatamente le contrattazioni per indire nuove elezioni. Nel 1994 il Sudafrica ebbe per la prima volta nella sua storia delle elezioni libere basate sulla formula "un uomo, un voto". Il partito dell'ANC vinse con una maggioranza schiacciante e Nelson Mandela divenne il primo Presidente nero del Sudafrica. A seguito delle elezioni le sanzioni internazionali contro il Sudafrica furono tolte e il paese incominciò a lavorare alla sua nuova Costituzione che fu varata definitivamente dal Presidente Mandela il 10 dicembre del 1996. Dopo il ritiro di Mandela nel 1999 il nuovo Presidente del Sudafrica è Thabo Mbeki. Questo "nuovo stato" che è passato attraverso anni di feroci guerre intestine è riuscito, con grandi sforzi, ad uscire dal suo isolamento internazionale e a costruire una vera democrazia. Nessuno vuole dimenticare gli errori del passato, ma oggi, tutto il Sudafrica guarda in avanti per riguadagnare gli anni perduti e ricucire le ferite. |
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