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ISOLE EGADI

MARETTIMO LEVANZO FAVIGNANA

 

 

FAV. PAESE 1
FAV. PAESE 2
FAV. S. CATERINA
FAV. LA COSTA

 

Favignana

 

 

 

Panorama su Favignana dal Monte S. Caterina

 

 

Isola situata al largo della punta nordoccidentale della Sicilia, tra il mar Tirreno e il mare di Sicilia; è la principale dell'arcipelago delle Egadi, amministrativamente in provincia di Trapani, da cui dista 17 km. In prevalenza pianeggiante, ma interessata da una dorsale montuosa che tocca i 314 m nel monte Santa Caterina, Favignana si estende per 19,8 km2; il territorio è arido, scarsamente occupato sia dalla vegetazione sia da coltivazioni (cereali, vite). Nelle coste si aprono numerose grotte, abitate in epoca preistorica, come attestano vari reperti ivi rinvenuti. La popolazione (circa 3500 abitanti) si raccoglie quasi interamente nell'omonimo centro di Favignana, sulla costa settentrionale. La base economica è la pesca, ma sviluppo crescente registra il turismo balneare.

CENNI STORICI
Per la sua straordinaria posizione geografica, Favignana è stata testimone di grandi eventi storici e di grandi leggende. L 'isola, la mitica Aegusa, legata alla leggenda omerica come Isola delle Capre, viene descritta nel nono libro dell'Odissea Qui sbarca Ulisse prima di intraprendere la spedizione contro il ciclope Polifemo. Base strategica di incontestato valore per i popoli che si contendevano il predominio del mare. Le prime colonizzazioni risalgono al Paleolitico Superiore (10.000 anni fa) facilitate dal collegamento con la costa occidentale della Sicilia e di cui abbiamo poche tracce nella zona est dell'isola, nelle grotte vicino la Cala S. Nicola che dovette esserne per secoli il porto. Intorno al 3.500 a.C. risalgono le prime "tombe a forno" vicino Cala Rossa. A partire dall'VIII sec. a.C. ospita un insediamento Fenicio diventando scalo importante delle rotte commerciali fino al 241 a. C. quando, dopo la sconfitta dei Cartaginesi nella I guerra Punica, diventa dominio romano, probabilmente usato come luogo di villeggiatura. Nel 440 d.C. occupata dai Vandali. In seguito dagli Arabi, Svevi, Normanni (di cui abbiamo ancora tracce con le iscrizioni della grotta della stele vicino al cimitero e i castelli) dagli Angioini che svilupparono le tecniche di pesca del tonno e dagli Aragonesi mentre fa da teatro di numerosi scontri fra la pirateria barbaresca e le flotte di Genova e Pisa che si contendevano il controllo delle rotte fra il Tirreno e l'Africa Attorno al 1300, viene destinata come feudo, assieme alla tonnara, ad alcune famiglie siciliane tra cui gli Abbate, i Filingeri, i Brignone (che restaurarono il Forte di S. Caterina), ai Pallavicino e infine ai Florio (di origine calabrese) che dalla fine del 1800, segnarono un periodo di grande prosperità attrezzando la tonnara per l'attività di inscatolamento del tonno e del pesce azzurro, facendola diventare una dei più grandi complessi di industria alimentare del mondo fino agli anni 60.

 

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