Polinesia Francese - > Diario di viaggio
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Il diario del viaggio e il Giornale di Bordo
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VENEZIA – FRANCOFORTE - PHILADELPHIA - LOS ANGELES - PAPEETE
Partenza da Venezia
Marco Polo con volo Lufthansa delle 7,00 per Francoforte con problemi al
check-in (2 check-in prima elettronico poi per i bagagli, salto della coda ai
controlli). Arrivo a Francoforte alle 08,25, un po' di passeggio per
l'aeroporto, quindi passiamo ai controlli, l'ultimo dei quali veramente lungo.
Lorenzo, figlio di Gianni, avendo cambiato il passaporto risulta senza “ESTA”,
il documento che bisogna compilare e inviare via internet, prima di recarsi o
transitare per gli USA. Una gentile signora che parlava italiano consiglia
Lorenzo di farsi compilare un ESTA via Telefono in Italia, cosa che riesce nel
giro di qualche minuto e quindi può imbarcarsi. Il volo US Airways per
Philadelphia parte intorno alle 11,10 e arriva alle 14,15 locali (circa 9 ore di
volo). Volo normale, con trattamento sottotono (alcolici a pagamento, cuffie a
pagamento), monitor ad ogni posto, quindi almeno si vede un film. A
Philadelphia, una signora che viaggiava con noi, ci dice che a lei hanno detto
di ritirare i bagagli, mentre a noi hanno detto a Los Angeles. I nostri bagagli
infatti sono sul nastro. Lino viene fermato per accertamenti, quindi andiamo al
volo United Airlines per Los Angeles, arrivando poco prima dell'imbarco.
Partenza alle ore 16 e arrivo a Los Angeles alle 19,00 locali (ca 7 ore di
volo). Trattamento incredibilmente scarso (niente video, niente cibo, solo uno
snack, niente alcolici). Sosta per mangiare un hamburger, poi all'imbarco con
volo Air France per Papeete che parte alle 22,30. Trattamento principesco,
Champagne per aperitivo, poi pasta fredda, salmone o pollo, formaggio camembert
e crema gelato. Vino a scelta tra Merlot o Chardonnay Côtes du Rhône. Alle 4,00 ore locali sbarchiamo (volo di
ore 8 e 30 min). Il fuso orario è di –12 ore, cioè in Italia sono le 16. In
tutto abbiamo viaggiato 34 ore (partenza da casa alle 6,00 di sabato 15 maggio,
arrivo a Papeete alle 16 italiane di domenica 16 maggio) con 26 ore di volo
effettivo. Allo sbarco una hostess ci dona un fiorellino da portare
all'orecchio. |
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PAPEETE - RAIATEA
In aeroporto
aspettiamo le 6,55 bevendo una birra locale Hinano, con il logo che rappresenta
una “Vahiné” polinesiana seduta. Il volo Air Tahiti (bi-elica di circa 70 posti)
fa scalo a Huahine un'altra isola sotto una temporale estivo. Arriviamo a
Raiatea alle 8,10 ca ritiriamo i bagagli, ci accoglie Anne Sophie della Tahiti
Yacht Charter che ci mette intorno al collo una collana di fiori nello spirito
più classico dell'accoglienza polinesiana. Ci porta alla Marina Apooiti dove
troviamo il catamarano TIVA che ci aspetta. Giulio e Lorenzo fanno il check-in
della barca, mentre Aldo, Gianni e Lino fanno a fare cambusa in un supermercato
vicino. Alle 13 una bella pastasciutta con pomodoro origano e peperoncino. Un
po' di siesta poi un bagnetto in laguna dal lato opposto della marina, quindi
una passeggiata fino ad un paesino quindi ceniamo al ristorante della marina con
una bella insalatona tahitiana. Notte tranquilla in barca. |
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RAIATEA - TAHA'A
Dopo aver sbrigato
tutte le pratiche con l'agenzia, alle 9,30 si parte in direzione di Uturoa, la
capitale di Raiatea, dopo ormeggiamo in porto e andiamo a completare la cambusa
in un supermercato e al mercato della frutta e verdura al coperto. Poi alza
bandiera del leone di San Marco e partenza per uscire dalla laguna attraverso un
passe, quindi in oceano aperto fino al passe più a nord per rientrare nella
laguna di Taha'a ad est dell'isola. Il mare ha onde abbastanza alte da far
rollare il catamarano e il vento abbastanza forte da spingerci anche a 10 nodi
(scopriremo poi che l'indicazione non è corretta ma deve essere ribassata di
almeno 3 nodi). Qui, nei pressi del “Motu” (isolotto) Ceran” privato, ormeggiamo
non distante dalla barriera corallina; bagno al tramonto con corrente abbastanza
forte, poi cena a bordo con insalata e carne in scatola locale con forti
proteste da parte dei commensali per odori e sapori un po' particolari. Notte
tranquilla. |
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TAHA'A (Laguna est - Baia di Hurepiti)
Dopo colazione,
caliamo il tender e ci avviciniamo alla barriera corallina. Tentiamo di fare il
bagno, ma la corrente è troppo forte, quindi rinunciamo e ci avviciniamo al “Motu
Ceran”
che delimita il passe di ingresso nella laguna. Un cartello attaccato ad una
palma recita “tabù”, parola polinesiana che significa “divieto”. Sbarchiamo
comunque passeggiamo sotto le palme da cocco con innumerevoli noci a terra
(evidente il pericolo di caduta cocchi). Troviamo un signore che segue la
ricettività dell’isola (infatti vi sono 2 ospiti, un uomo e una donna che stanno
leggendo al fresco) e ci dà il permesso di visitare il motu. Fotografie di rito
poi si ritorna alla barca e si parte verso sud-ovest passando a sud dell’isola
di Taha’a. Durante la navigazione telefoniamo ad Alain Plantier, un francese
residente da più di 20 anni sull’isola e che organizza il “Vanilla Tour”, un
giro di mezza giornata sull’isola di Taha’a appunta detta l’”isola della
vaniglia”. Alain ci aspetta a casa sua, Ormeggiamo nella baia ad un punto morto,
poi con il tender raggiungiamo casa di Alain. Il piccolo molo ci conduce in un
giardino ben curato circondato da casette basse, ognuna rappresenta un ambiente
secondo il classico modello polinesiano (per mangiare, per dormire, riposare,
per leggere, ecc.) tutte casette aperte, il tutto immerso tra piante di fiori e
di frutti. |
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TAHA'A - BORA BORA
Alla mattina
dapprima ci avviciniamo con il catamarano al pontile di Sophie Boutique per fare
rifornimento di acqua e con l’occasione facciamo un po’ di shopping acquistando
dei parei e delle collanine. Poi partiamo verso nord nella laguna di
Taha’a per
raggiungere tre motu indicatici da Alain per fare il bagno in mezzo ai coralli.
Sul primo, il
Motu Tau Tau,
vi è
uno dei villaggi turistici più belli di tutta la Polinesia,
il
Taha’a Island Resort & SPA
della catena Relais & Chateaux,
fatto di casette su palafitte, oggetto del sogno di una vita, posizionate in
mezzo ai blu, turchesi, verdi, trasparenze infinite. Estasiati, ormeggiamo
all’ancora, poi con il tender costeggiamo le casette e quindi attracchiamo al
secondo motu e ci immergiamo in una zona di coralli per il primo vero bagno
polinesiano. Le acque trasparentissime e tiepide ci mostrano una ricchezza di
pesci tropicali, coralli di molte forme e dei ricci dalle spine lunghissime. Sul
motu noci di cocco dappertutto, ne portiamo un paio in barca. |
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BORA BORA (Vaitape - Baia di Povay)
Alla mattina ci
rendiamo conto dei rischi che abbiamo corso la sera prima ormeggiando nella
piccola baia nei pressi di Vaitape. Partiamo con il tender e dopo 10 minuti
siamo già al molo di Vaitape, piccola cittadina di 5.000 abitanti. Ci dirigiamo
verso la via principale e d andiamo a fare spese nell’unico supermercato gestito
da un cinese. Torniamo alla barca, partiamo e raggiungiamo in una mezz’oretta la
Baia di Povay dove ormeggiamo ad un corpo morto di fronte al pontile del
ristorante più antico e storico di Bora Bora, il mitico Bloody Mary. Tender, poi
il bagno nel primo Jardin de corail di Bora Bora. Anche qui, acque tiepide e
trasparenti, pesci multicolori, coralli di vario tipo, molluschi con conchiglie
di varie forme e dimensioni, stelle marine di varie forme. Bagno di quasi 2 ore
poi ritorno alla barca. Pranzo con spaghetti alle alici, poi riposo e successivo
bagno nella baia. Prima di cena, sbarchiamo al molo del Bloody Mary e visitiamo
il locale storico che ha la sabbia sul pavimento. Beviamo l’aperitivo Bloody
Mary, guardiamo le foto di tutti i personaggi famosi che hanno visitato il
locale (dai divi di Hollywood ai campioni dello sport e ai politici di tutto il
mondo). Usciamo quindi a fare una piccola passeggiata e poi torniamo alla barca.
Cena in barca con salsicce locali e patate. Prima beviamo un vino tahitiano, un
Tahiti blanc sec del 2006, barricato, di aspetto luminoso e di gusto corallino,
vanigliato. 12, 5 gradi, prodotto nel
Domaine Dominique Auroy
a Rangiroa da viti piantate al posto di una piantagione di cocco, a 4 metri dal
mare, sorvegliato dalle papaye e dalle bougainvillee. Vitigno: carignan. Notte
calda e afosa. |
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BORA BORA (Baia di Povay - Laguna Sud-Est Motu Piti Uu'ta e Motu Piti Uu Tai)
Alla mattina
facciamo scalo a Vaitape per completare la cambusa, per andare in posta e
visitiamo un po’ anche la cittadina, compresa la chiesa cattolica. Ne
approfittiamo anche per farci fare un
tatuaggio all’henné
sul braccio destro raffigurante gli idoli che venivano portati nei luoghi sacri
(Marae). Poi partiamo per fare il giro dell’isola in laguna. Nei pressi del motu
con l’aeroporto, ci fermiamo per il pranzo (tonno fresco preparato da Lorenzo
con insalata). Poi riprendiamo la rotta passando per un punto molto difficile
che prevede una “schivanea” tra scogli di corallo segnalati da segnali a
triangolo gialli e neri di difficile interpretazione (o meglio che la ciurma
conosce poco). Imboccato un canale sbagliato e procedendo con molta prudenza e
con 2 marinai a prua, tocchiamo i coralli senza danni apprezzabili, poi
ritorniamo al canale giusto e riprendiamo la navigazione fino ad ormeggiare
verso le 5 del pomeriggio tra due motu, su uno dei quali, il Motu Piti Uu'Uta,
vi è un villaggio Sofitel, dapprima troppo vicini alle casette del villaggio (si
vedeva la televisione nella camera) e poi alla giusta distanza tra i 2 isolotti.
Il Jardin de corail è favoloso, sembra di immergersi in un acquario con pesci di
ogni tipo e forma (pesci scorpioni, pesci flauto, murene, ecc.). Tornati a bordo
con il tender raggiungo il Motu Piti Uu Tai per prendere un po’ di sabbia bianca
con un po’ di panico per tre cani che mi abbaiano per avvertimento. Cena a base
di frittata con 12 uova, cipolla e pancetta accompagnata da birra. Notte
tranquilla più fresca e ventilata. |
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BORA BORA (Motu Piti Uu'ta - Yacht Club - Vaitape) - MAUPITI
E’ il giorno
della finale di Champions League Inter Bayern Monaco. Partenza all’alba alle
6 per raggiungere il Bora Bora Yacht Club per vedere la partita prevista per
le 8,30 locali. Dopo aver grattato un paio di volte sugli scogli di corallo
(una volta ci siamo quasi incagliati) sempre nel punto più critico della “schivanea”,
arriviamo alle 8,30 al Yacht Club, purtroppo la televisione non funziona.
Rammaricati riprendiamo la navigazione per Vaitape dove finalmente all’aloe
Caffè ci gustiamo il secondo tempo con la vittoria dell’Inter per 2 reti a
zero segnate da Milito. Gli avventori presenti tifano per il Bayern, ma
vince l’Inter con il disappunto di uno spettatore che all’ingresso in campo
di Materazzi a tre minuti dalla fine, si alza ed esclama in perfetto
italiano “Materazzi vaffanculo!” e se ne va. Al supermercato prendo un bel
Metodo classico per festeggiare in barca. Ritorniamo allo Yacht Club per
rifornirci di acqua, accostiamo al molo, acquistiamo le magliette rosse che
saranno la nostra divisa ufficiale per il futuro e ci intratteniamo con una
Vahiné dai lunghi capelli e con tatuaggio attorno all’ombelico. Al momento
di pagare il conto per l’acqua, la signora del Club ci dice che sarà gratis
se aiutiamo a spostare una casetta e la ciurma, pur di non pagare, accetta.
Saremo in almeno 10 persone ma alla fine riusciamo a spostare questo
bungalow, lungo circa 5 metri, di una decina di metri soprattutto grazie a
robusti polinesiani con tatuaggi sul corpo. Possiamo quindi partire per il
passe, uscire dalla laguna e puntare verso Maupiti per fare circa 39 miglia.
Facciamo un po’ di navigazione a vela, mangiamo uno spuntino a base di
ossocollo, formaggi e vino “Tavernello” spagnolo e poi puntiamo dritti a
motore verso l’isola. Ci rendiamo conto che, confrontata con il GPS, la
velocità del display vicino alla ruota del timone non è reale e quindi
arriveremo con il buio. Il problema è che l’unico pass di accesso alla
laguna è un canale stretto e periglioso (passe de Onoiau) ed è altamente
sconsigliato di farlo con il buio. Grazie al GPS riusciamo ad entrare e
ormeggiamo nell’amplissima laguna in mezzo ai coralli. Con la luna quasi
piena, un bagno immediato nell’oscurità con l’acqua che assumeva riflessi
verdastri. Cena a base di salsicce e peperoni accompagnati da vino spagnolo
tinto. Serata con sigaro, laguna e luna. Gianni fa un ulteriore bagno
notturno. |
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MAUPITI (tour dell'isola in bici) - Notturna per TAHA'A
Alla mattina
navigando tra scogli di corallo nella zona “non idrografata”della laguna di
Maupiti,
cerchiamo un posto per fare un bel bagno. Anche qui vi è un acquario con
pesci di ogni tipo, particolari sono 2 vipere di mare. Ritornati a bordo,
raggiungiamo il canale tracciato e raggiungiamo un piccolo molo nelle
vicinanze della Chiesa di Vaiea. Sbarchiamo, raggiungiamo il Tempio
Evangelico (la popolazione della Polinesia Francese è per la maggior parte
evangelica), dove si sta svolgendo una funzione molto interessante, le donne
portano in testa dei cappellini in stile coloniale con fiori e al collo
numerose donne e ragazze portano collane di fiori. Nel corso della funzione
domenicale, i partecipanti devono dei bicchierini e mangiano del pane. Al
termine della funzione, numerose donne mettono le proprie collane di fiori
al collo di una ragazza (sembra sia la festeggiata) e tutti fanno gli auguri
alla ragazza e alla famiglia di lei. Decidiamo quindi di noleggiare delle
biciclette e di raggiungere il Marae locale e di fare il tour dell’isola e
magari fermarsi a mangiare qualcosa. Raggiungiamo il Marae, luogo sacro con
iscrizioni su tavolette di pietra, poi continuiamo il tour, dapprima
affrontando a piedi una forte salita, poi godendoci la discesa fino a
raggiungere la spiaggia di Tereia, dalla quale è possibile raggiungere il
Motu Auira a piedi. Ci fermiamo per fare delle foto e ci beviamo un cocco
fresco che una donna ci prepara in un chioschetto. Poi riprendiamo il
percorso tra casette basse e tutte recintate con fiori, in particolare
ibischi di ogni colore. Morossi buca e si fa portare da un pick-up, noi
proseguiamo fino ad arrivare a Vaiea e quindi riconsegnare le bici e tornare
a bordo. Ripartiti, ancoriamo sul fondo sabbioso non distante dalla chiesa,
mangiamo fusilli al pomodoro e basilico e facciamo il bagno. Quindi si
decide di partire per la notturna uscendo dal passe prima che diventi buio.
Una volta in oceano aperto e stabiliti i turni di guardia ( primo turno Lino
e Giulio, secondo Gianni e Lorenzo, terzo Aldo), si parte. Le condizioni del
mare sono troppo “buone” non c’è vento, quindi si naviga a motore
accompagnati dalla luna e arriviamo a Taha’a Baia di Hurepiti prima del
previsto alle 2 di notte. L’indomani abbiamo prenotato il Vanilla Tour con
Alain. |
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TAHA'A (Baia di Hurepiti - Vanilla Tour - Baia di Apu)
Notte piovosa,
al mattino con il tender raggiungiamo il molo di Alain per il “Vanilla
Tour”. Dapprima egli ci parla sulla storia delle isole polinesiane, poi ci
dà spiegazioni generali sulle varietà vegetali presenti nel giardino come il
pandanus,
piante da frutta come l'albero del pane, i
frutti della passione, i
mango, i
cocco, i carambole, i
noni (che odorano di gorgonzola quando sono sovramaturi, ecc.), per arrivare alla vaniglia. La
vaniglia
è un'orchidea a liane che ha bisogno di un supporto (un arbusto), i fiori
durano poco (24 ore) in questo periodo devono essere fecondati. La vaniglia
è originaria del Messico, poi è stata portata in Madagascar e in Polinesia,
dove qui ha raggiunto una qualità superiore. I fiori sono ermafroditi,
devono essere fecondati mediante impollinazione; mentre in Messico vi è
un'ape in grado di farlo, in Polinesia deve essere fatto manualmente
mediante uno bastoncino. Alain ci fa vedere l'operazione. Una volta
fecondato il fiore dà un frutto che è un baccello, dapprima verde, poi nero,
dopo di che viene raccolto e lavorato mediante essiccazione. Poi
commercializzato in baccelli o in polvere. Alain ci accompagna quindi alla
Land Rover per iniziare il tour. Aldo sale nel cabina con Alain, gli altri
sul cassone posteriore dove vi sono 2 panche. Partiamo per la traversière de
l'île,
dapprima costeggiamo la baia di Hurepiti, poi si sale e si scende fino ad
arrivare ad un paesino con un piccolo market, dove completiamo gli acquisti
di vaniglia. Ripartiti si abbandona la strada asfaltata e si sale fino ad
arrivare ad un punto panoramico, dal quale si vede la
Baia di Hurepiti,
la
Baia di Apu
e la
Baia di Haamene,
la più profonda di tutta la Polinesia. Lungo il percorso numerose soste per
mostrarci diverse piante, fiori (come gli ibischi gialli la mattina e
arancioni la sera), cespugli come
les oreilles d'éléphants
o come la
mimosa pudìca
che si ritrae quando la si tocca. Al punto panoramico Alain ci prepara una
noce di cocco di cui beviamo il liquido con delle cannucce, del pamplemousse
e dei
caramboles.
Alcuni galletti coloratissimi e delle galline compaiono dai cespugli e
vogliono gli avanzi del nostro spuntino con tanto di turno “gerarchico”.
Ripartiamo con soste per una serra di vaniglia, un essiccatoio del cocco,
alcune canne da zucchero, i
taro,
un tubero di cui i Polinesiani sono ghiotti. Discendendo raggiungiamo la
costa nord di Taha'a e quindi facendo la litoranea torniamo alla Baia di
Hurepiti dopo aver intravisto alcune fermes perlières, allevamenti di
ostriche perlifere. Salutato Alain, con il tender raggiungiamo il molo di
Sophie Boutique per alcuni acquisti poi torniamo a bordo per ripartire in
direzione del passe nei pressi del quale facciamo il bagno. Quindi il
pranzo, risotto agli asparagi preparato da Lorenzo. Poi verso le 6 partiamo
dopo aver “sbrigliato” l'elica sulla quale si era attorcigliato un cavo
sottomarino (intervento magistrale di Lino). Il tempo si annuvola e comincia
a piovere fino alla Baia di Apu dove arriviamo al buio e dove un ragazzo in
tender ci aiuta a trovare un corpo morto. Cena a base tonno, formaggio
Roquefort accompagnato da vino francese moeuilleux (morbido) e per finire
grappa maschio barricata portata da Giulio. Notte piovosa. |
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TAHA'A (Baia di Apu) - RAIATEA (Marina Apooiti) - TAHITI (Papeete - Punaauia)
Nottata con
pioggia che continua alla mattina. Torniamo nelle vicinanze del passe
situato di fronte alla Baia di Hurepiti e facciamo il bagno sotto la
pioggia. Nei pressi della barca vi è una gabbia fatta a camere come un “bartoel”,
nella quale ci sono numerosi pesci di laguna e uno squalo pinna bianca.
Giulio, entra nella gabbia, e dapprima timoroso poi tocca lo squalo che si
allontana rapidamente. Ritornati in barca, partiamo per tornare a
Raiatea
dove arriviamo alle 12,30 ormeggiando fuori della Marina Apooiti. Pranziamo
con una spaghettata all'arrabbiata poi arrivano 2 tecnici della Tahiti Yacht
Charter per i controlli. Uno è un maoro molto scuro e molto grosso tipo
Tyson e somigliante al nostro amico Fichera. Controllano le stecche della
randa e Fichera, infilata una maschera va in acqua a controllare la chiglia.
Quando risale in barca, chiede al nostro comandante Giulio: “Vous avez
rafflé?”. Giulio dice che non ci siamo accorti. Poi il tecnico dice che
tutto va bene e allora la ciurma tira un sospiro di sollievo. Dopo i
controlli, entriamo in marina, ci prepariamo a partire, si fa il check-out,
doccia e poi Anne Sophie ci accompagna in aeroporto dopo averci donato una
collana di conchiglie per dirci arrivederci. Alle 16,30 voliamo con Air
Tahiti verso Papeete con scalo a Bora Bora dove ci fermiamo una mezzoretta
con sbarco sotto una pioggerellina. Poi nuovamente in volo fino a Papeete
(arrivo alle 18,10) dove un multivan ci aspetta per accompagnarci alla
Pension de la Plage a Punaauia a circa 10 km dall'aeroporto. Ci sistemiamo
in 2 stanze con ampia terrazza che dà sul cortile con piscina. Nella prima
stanza sono Gianni e il figlio Lorenzo; nella seconda i tre rimanenti. Cena
in un ristorante vicino, Le Cigalon, dove degustiamo tartare di tonno,
carpaccio di tonno e rognoni al vino rosso francese. La notte è piuttosto
pesante per quelli che dormono con Lino, soprattutto Aldo che non chiude
occhio, a causa del suo russare. |
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TAHITI (Papeete)
Alla mattina
colazione sotto una tettoia con il tetto fatto con il pandanus, alberello
locale. Dopo colazione decidiamo il cambio camere, ora saranno Lino e Giulio
in camera da due. A piedi raggiungiamo un centro commerciale e da qui in
autobus andiamo a Papeete. Dapprima andiamo al Marché Municipal coperto, con
una parte per i fiori, una per frutta e verdura, una per oggetti vari e poi
il mercato del pesce. Al primo piano, parei e stoffe nonché piccola tavola
caldo per mangiare. Dopo una prima visita al mercato andiamo a comprare dei
parei dipinti amano in un negozietto (Le Tiare) con bellissimi capi di
abbigliamento ed oggetto vari. Poi torniamo al mercato si mangia ed un
orchestrina di 4 elementi ci allieta il pranzo con musiche polinesiane. Poi
al mercato del pesce e quindi al Vaime Perles a comprare delle perle di
Tahiti, scure dal nero al verde con riflessi rosati. Quindi visita alla
chiesa cattolica di Notre Dame con interessanti vetrate. Alla ricerca poi di
un auto da noleggiare senza successo, visitiamo la Mairie, edificio in stile
coloniale, dove visitiamo una mostra di artigianato locale e poi una mostra
sulla storia di Papeete che quest'anno festeggia i suoi 150 anni dalla
fondazione. Raggiungiamo poi il lungomare, sta diventando buio, e andiamo ai
nuovi giardini di Paofai, appena inaugurati, molto belli, ordinati, puliti,
pieni di gente. Torniamo alla Place Vaiete sul lungomare dove la sera si
piazzano dei camioncini che fanno da mangiare, ne scegliamo uno e mangiamo
il meka (pesce spada) alla salsa di Roquefort accompagnato da sidro (è
vietata la vendita di alcolici). Poi ci spostiamo di qualche metro per una
crepe. Quindi in taxi torniamo alla pensione accolti “calorosamente” dai 2
cani presenti per fortuna calmati dalla padrona che dice loro “doucement”. |
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TAHITI (Panaauia - Aeroporto - Museo Tahiti et ses iles – Marae Arahurahu - pranzo al Motu Parataito - Grotte di Maraa - Museo Paul Gauguin – Panaauia)
Alla
mattina dopo colazione Aldo e Giulio vanno fino all'aeroporto per noleggiare
un'auto, con la quale dapprima andiamo a visitare il
Musée de Tahiti et des îles,
situato nelle vicinanze della pensione, che tratta della storia di Tahiti,
dopo una introduzione sulla geologia, sulla flora e fauna delle isole .
Ripartiamo per visitare la costa ovest dell'isola. La prima sosta è al Marae
Arahurahu, poi pranzo al Motu Parataito, su un isolotto: il tavolo è in un
angolo vip, su un terrazzino sul mare: mangiamo ottimi gamberi alla griglia
e un risotto primavera con cappesante. Dopo pranzo alle Grotte di Maraa
circondate da vegetazione lussureggiante. Ripartiamo per la visita al
Musée Paul Gauguin,
che raccoglie documenti sulla vita di Gauguin e sul periodo trascorso a
Tahiti e alle Isole Marchesi, copie di sue opere (gli unici due originali
non sono fruibili per motivi di sicurezza). Un gruppo di ragazzini ci fa
festa, vogliono essere fotografati. Ritorniamo in hotel. La sera andiamo a
cena in un ristorante situato nella Marina Taina per festeggiare il 28°
compleanno di Lorenzo. Ottima cena in terrazza con cappesante, tartare
varie, gamberi al vapore e un dessert veramente speciale (crema alla
vaniglia con arancio. Poi nei pressi di alcuni yacht, un bel rum Dillon e
sigaro. Ritorno alla pensione. |
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TAHITI (Panaauia - Belvedere – Trou du souffleur – Cascades de Faauruma – Taravao - Jardin Botanique – Punaauia – Le Meridien)
Dopo colazione
partenza per il Belvedere, ristorante e punto panoramico, situato a 600 m di
altitudine sopra Papeete per ammirare l'interno dell'isola (sembra di essere in
montagna) e il panorama su Papeete e sull'isola di Moorea. Discesa e percorriamo
la costa est di Tahiti fino al Trou du souffleur, un punto in cui le onde
penetrano in un buco e fanno un sibilo con spruzzi molto alti. Da lì saliamo
verso le tre cascate di Faauruma, immerse nella vegetazione tropicale. La prima
dista 5 minuti e le altre 2 sono un po' più all'interno a circa 20-25 min.
Ritornati sul mare si fa il bagno anche se la corrente è molto forte. Andiamo
quindi a Taravao per il pranzo, Siamo proprio sull'istmo tra l'isola principale
(Tahiti Nui) e la penisola (Tahiti Itu). I ristoranti sono tutti chiusi (sono le
14 passate) quindi mangiamo dei panini. Dopo pranzo andiamo al
Jardin Botanique,
situato nelle vicinanze del Museo Gauguin, dopo una piccola sosta ad un
mercatino di abbigliamento, di fiori e di animali da cortile. Il giardino è
molto bello e ricco. La visita dura più di un'ora. Poi con il buio torniamo alla
pensione. Andiamo a Le Meridien per vedere uno spettacolo di danze e musiche
polinesiane, indossando la divisa (T-shirt rossa del Bora Bora Yacht Club).
Mangiamo panini e ci gustiamo le danze e facciamo foto con le ballerine. Poi un
piccolo concerto di musica reggae e quindi ritorno alla pensione. |
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TAHITI - LOS ANGELES - PHILADELPHIA
Alla mattina
sveglia alle 4,30 per raggiungere l’aeroporto, dove riconsegniamo l’auto a
noleggio, facciamo il check-in, poi alla dogana recuperiamo le tasse sulle perle
acquistate e quindi si parte con volo Air France per Los Angeles alle 7,30. Volo
tranquillo, dello stesso livello del viaggio di andata con Champagne e vini Côtes du Rhône
e pasti di livello. Arrivo a Los Angeles verso le 18,40. Ritiro bagagli, nuovo
check-in, poi raggiunto il terminal per la partenza con lo shuttle ci concediamo
un hamburger , coca-cola e patatine fritte. Alle 22,13 si parte per Philadelphia
con volo United Airlines. |
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PHILADELPHIA - VENEZIA
Arrivo a
Philadelphia
alle ore 06,30, ci rinfreschiamo un attimo in aeroporto, poi prendiamo il treno
per il centro città. Arrivati, entriamo in un Starbucks Coffee, facciamo
colazione con cappuccino e brioche, poi raggiungiamo il City Hall, il municipio.
Da lì lungo il Market Street, raggiungiamo la parte storica della città con
visita dapprima al museo che conserva la campana rotta, simbolo della libertà
americana
(Liberty Bell),
poi il complesso della Independence Hall, che racchiude gli ambienti dove fu
firmata la
Dichiarazione di indipendenza (1776)
e la
Costituzione degli Stati Uniti (1787).
Visita guidata da un ranger. Poi si prosegue , dopo aver visto vari palazzotti
storici come la prima banca americana in stile neoclassico e il teatro……., fino
al fiume Delaware, che separa il Pennsylvania dal New Jersey. Sulla riva vi è un
museo della Marina, con riproduzione delle caravelle di Colombo e un sottomarino
da visitare. Poi alcune navi storiche ormeggiate e una festa in preparazione.
Noi proseguiamo verso il cuore più antico della città per raggiungere la
Betsy Ross House
e la
Elfreth's Alley
con case vittoriane restaurate. Quindi, dopo aver acquistato dei sigari in una
tabaccheria ben fornita, ci fermiamo a mangiare un bel hamburger e quindi
torniamo alla stazione dei treni per tornare in aeroporto, dove il volo US
Airways delle 18,25 ci aspetta per portarci a Venezia. |
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VENEZIA
Arrivo a Venezia
alle 9,00 circa, ritorno a casa con Giulio e suo figlio Valerio che è venuto a
prenderci. |