Polinesia Francese - > Diario di viaggio

 

POLINESIA FR. 2010


INDICE POLINESIA LE ISOLE ITINERARIO DIARIO DI VIAGGIO EQUIPAGGIO LA BARCA

 

 

Il diario del viaggio e

il Giornale di Bordo

 

 

 

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Sabato 15 maggio 2010
Venezia – Francoforte - Philadelphia - Los Angeles - Papeete

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Domenica 16 maggio 2010
Papeete - Raiaitea

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Lunedì 17 maggio 2010
Raiatea - Taha'a

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Martedì 18 maggio 2010
Taha'a (Laguna est - Baia di Hurepiti)

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Mercoledì 19 maggio 2010
Taha'a - Bora Bora

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Giovedì 20 maggio 2010
Bora Bora (Vaitape - Baia di Povay)

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Venerdì 21 maggio 2010
Bora Bora (Baia di Povay - Laguna Sud-Est Motu Piti Uu'ta e Motu Piti Uu

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Sabato 22 maggio 2010
Bora Bora (Motu Piti Uu'ta - Yacht Club - Vaitape) - Maupiti

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Domenica 23 maggio 2010
Maupiti (Tour dell'isola in bici) - Notturna per Taha'a

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Lunedì 24 maggio 2010
Taha'a (Baia di Hurepiti - Vanilla Tour - Baia di Apu)

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Martedì 25 maggio 2010
Taha'a (Baia di Apu) - Raiaitea (Marina Apooiti) - Tahiti (Papeete - Punaauia)

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Mercoledì 26 maggio 2010
Tahiti (Papeete)

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Giovedì 27 maggio 2010
Tahiti (
Panaauia - Aeroporto - Museo Tahiti et les iles – Marae Arahurahu - pranzo al Motu Parataito - Grotte di Maraa - Museo Paul Gauguin – Panaauia)

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Venerdì 28 maggio 2010
Tahiti
(Panaauia - Belvedere – Trou du souffleur – Cascades de Faauruma – Taravao - Jardin Botanique – Punaauia – Le Meridien)

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Sabato 29 maggio 2010
Tahiti - Los Angeles - Philadelphia

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Domenica 30 maggio 2010
Philadelphia - Venezia

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Lunedì 31 maggio 2010
Venezia

 

 

Sabato 15 maggio 2010

VENEZIA – FRANCOFORTE - PHILADELPHIA - LOS ANGELES - PAPEETE

 

Partenza da Venezia Marco Polo con volo Lufthansa delle 7,00 per Francoforte con problemi al check-in (2 check-in prima elettronico poi per i bagagli, salto della coda ai controlli). Arrivo a Francoforte alle 08,25, un po' di passeggio per l'aeroporto, quindi passiamo ai controlli, l'ultimo dei quali veramente lungo. Lorenzo, figlio di Gianni, avendo cambiato il passaporto risulta senza “ESTA”, il documento che bisogna compilare e inviare via internet, prima di recarsi o transitare per gli USA. Una gentile signora che parlava italiano consiglia Lorenzo di farsi compilare un ESTA via Telefono in Italia, cosa che riesce nel giro di qualche minuto e quindi può imbarcarsi. Il volo US  Airways per Philadelphia parte intorno alle 11,10 e arriva alle 14,15 locali (circa 9 ore di volo). Volo normale, con trattamento sottotono (alcolici a pagamento, cuffie a pagamento), monitor ad ogni posto, quindi almeno si vede un film. A Philadelphia, una signora che viaggiava con noi, ci dice che a lei hanno detto di ritirare i bagagli, mentre a noi hanno detto a Los Angeles. I nostri bagagli infatti sono sul nastro. Lino viene fermato per accertamenti, quindi andiamo al volo United Airlines per Los Angeles, arrivando poco prima dell'imbarco. Partenza alle ore 16 e arrivo a Los Angeles alle 19,00 locali (ca 7 ore di volo). Trattamento incredibilmente scarso (niente video, niente cibo, solo uno snack, niente alcolici). Sosta per mangiare un hamburger, poi all'imbarco con volo Air France per Papeete che parte alle 22,30. Trattamento principesco, Champagne per aperitivo, poi pasta fredda, salmone o pollo, formaggio camembert e crema gelato. Vino a scelta tra Merlot o Chardonnay Côtes du Rhône. Alle 4,00 ore locali sbarchiamo (volo di ore 8 e 30 min). Il fuso orario è di –12 ore, cioè in Italia sono le 16. In tutto abbiamo viaggiato 34 ore (partenza da casa alle 6,00 di sabato 15 maggio, arrivo a Papeete alle 16 italiane di domenica 16 maggio) con 26 ore di volo effettivo. Allo sbarco una hostess ci dona un fiorellino da portare all'orecchio.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Domenica 16 maggio 2010

PAPEETE - RAIATEA

 

In aeroporto aspettiamo le 6,55 bevendo una birra locale Hinano, con il logo che rappresenta una “Vahiné” polinesiana seduta. Il volo Air Tahiti (bi-elica di circa 70 posti) fa scalo a Huahine un'altra isola sotto una temporale estivo. Arriviamo a Raiatea alle 8,10 ca ritiriamo i bagagli, ci accoglie Anne Sophie della Tahiti Yacht Charter che ci mette intorno al collo una collana di fiori nello spirito più classico dell'accoglienza polinesiana. Ci porta alla Marina Apooiti dove troviamo il catamarano TIVA che ci aspetta. Giulio e Lorenzo fanno il check-in della barca, mentre Aldo, Gianni e Lino fanno a fare cambusa in un supermercato vicino. Alle 13 una bella pastasciutta con pomodoro origano e peperoncino. Un po' di siesta poi un bagnetto in laguna dal lato opposto della marina, quindi una passeggiata fino ad un paesino quindi ceniamo al ristorante della marina con una bella insalatona tahitiana. Notte tranquilla in barca.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Lunedì 17 maggio 2010

RAIATEA - TAHA'A

 

Dopo aver sbrigato tutte le pratiche con l'agenzia, alle 9,30 si parte in direzione di Uturoa, la capitale di Raiatea, dopo ormeggiamo in porto e andiamo a completare la cambusa in un supermercato e al mercato della frutta e verdura al coperto. Poi alza bandiera del leone di San Marco e partenza per uscire dalla laguna attraverso un passe, quindi in oceano aperto fino al passe più a nord per rientrare nella laguna di Taha'a ad est dell'isola. Il mare ha onde abbastanza alte da far rollare il catamarano e il vento abbastanza forte da spingerci anche a 10 nodi (scopriremo poi che l'indicazione non è corretta ma deve essere ribassata di almeno 3 nodi). Qui, nei pressi del “Motu” (isolotto) Ceran” privato, ormeggiamo non distante dalla barriera corallina; bagno al tramonto con corrente abbastanza forte, poi cena a bordo con insalata e carne in scatola locale con forti proteste da parte dei commensali per odori e sapori un po' particolari. Notte tranquilla.
 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

Martedì 18 maggio 2010

TAHA'A (Laguna est - Baia di Hurepiti)

 

Dopo colazione, caliamo il tender e ci avviciniamo alla barriera corallina. Tentiamo di fare il bagno, ma la corrente è troppo forte, quindi rinunciamo e ci avviciniamo al “Motu Ceran” che delimita il passe di ingresso nella laguna. Un cartello attaccato ad una palma recita “tabù”, parola polinesiana che significa “divieto”. Sbarchiamo comunque passeggiamo sotto le palme da cocco con innumerevoli noci a terra (evidente il pericolo di caduta cocchi). Troviamo un signore che segue la ricettività dell’isola (infatti vi sono 2 ospiti, un uomo e una donna che stanno leggendo al fresco) e ci dà il permesso di visitare il motu. Fotografie di rito poi si ritorna alla barca e si parte verso sud-ovest passando a sud dell’isola di Taha’a. Durante la navigazione telefoniamo ad Alain Plantier, un francese residente da più di 20 anni sull’isola e che organizza il “Vanilla Tour”, un giro di mezza giornata sull’isola di Taha’a appunta detta l’”isola della vaniglia”. Alain ci aspetta a casa sua, Ormeggiamo nella baia ad un punto morto, poi con il tender raggiungiamo casa di Alain. Il piccolo molo ci conduce in un giardino ben curato circondato da casette basse, ognuna rappresenta un ambiente secondo il classico modello polinesiano (per mangiare, per dormire, riposare, per leggere, ecc.) tutte casette aperte, il tutto immerso tra piante di fiori e di frutti.
Purtroppo per il pomeriggio ha soltanto 4 posti liberi, quindi rimandiamo il tour ad altra data. Torniamo alla barca, facciamo un bel bagno. Dall’altra parte della baia, un altro cartello tabù ci indica che non possiamo scendere a riva, cosa che ci viene confermata da una donna (non molto cortese) che ci dice che le mucche che stanno pascolando nel giardino sono pericolose!!
Torniamo in barca e ci prepariamo alla cena a base di spaghetti e gorgonzola, innaffiati da birra Hinano. A conclusione papaya e “caramboles” frutti del giardino di Alain.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Mercoledì 19 maggio 2010

TAHA'A - BORA BORA

 

Alla mattina dapprima ci avviciniamo con il catamarano al pontile di Sophie Boutique per fare rifornimento di acqua e con l’occasione facciamo un po’ di shopping acquistando dei parei e delle collanine. Poi partiamo verso nord nella laguna di Taha’a per raggiungere tre motu indicatici da Alain per fare il bagno in mezzo ai coralli. Sul primo, il Motu Tau Tau, vi è uno dei villaggi turistici più belli di tutta la Polinesia, il Taha’a Island Resort & SPA della catena Relais & Chateaux, fatto di casette su palafitte, oggetto del sogno di una vita, posizionate in mezzo ai blu, turchesi, verdi, trasparenze infinite. Estasiati, ormeggiamo all’ancora, poi con il tender costeggiamo le casette e quindi attracchiamo al secondo motu e ci immergiamo in una zona di coralli per il primo vero bagno polinesiano. Le acque trasparentissime e tiepide ci mostrano una ricchezza di pesci tropicali, coralli di molte forme e dei ricci dalle spine lunghissime. Sul motu noci di cocco dappertutto, ne portiamo un paio in barca.
Ritornati a bordo, ritorniamo verso sud per imboccare il passe di uscita dalla laguna e puntiamo verso Bora Bora. Il vento è di intensità variabile per cui procediamo a motore. Uno spuntino poi raggiungiamo la barriera corallina dell’isola con cavalloni che frangono e la calma della laguna. Costeggiamo la barriera sud ed ovest fino all’unico passe di accesso della laguna. Sta diventando buio per cui abbiamo una certa difficoltà per individuare bene l’allineamento al porto di Vaitape, la capitale dell’isola. Con molta fatica raggiungiamo il luogo di ancoraggio e al buio più pesto ormeggiamo sotto una piccola pioggia in mezzo a scogli, che il giorno dopo avremmo visto bene. Sottesa la prima regola che la compagnia ci aveva dato, mai arrivare in laguna con il buio. Comunque cena con pasta al tonno, preceduta da aperitivo simil-prosecco preparato dal sommelier di bordo Aldo, fatto con acqua gassata locale e succo di limoncino locale – un successo. Dopocena la ciurma assaggia con disgusto il latte fermentato di cocco preso da Gianni a Uturoa. Notte disturbata da canti continui e notturni di galli e galletti.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Giovedì 20 maggio 2010

BORA BORA (Vaitape - Baia di Povay)

 

Alla mattina ci rendiamo conto dei rischi che abbiamo corso la sera prima ormeggiando nella piccola baia nei pressi di Vaitape. Partiamo con il tender e dopo 10 minuti siamo già al molo di Vaitape, piccola cittadina di 5.000 abitanti. Ci dirigiamo verso la via principale e d andiamo a fare spese nell’unico supermercato gestito da un cinese. Torniamo alla barca, partiamo e raggiungiamo in una mezz’oretta la Baia di Povay dove ormeggiamo ad un corpo morto di fronte al pontile del ristorante più antico e storico di Bora Bora, il mitico Bloody Mary. Tender, poi il bagno nel primo Jardin de corail di Bora Bora. Anche qui, acque tiepide e trasparenti, pesci multicolori, coralli di vario tipo, molluschi con conchiglie di varie forme e dimensioni, stelle marine di varie forme. Bagno di quasi 2 ore poi ritorno alla barca. Pranzo con spaghetti alle alici, poi riposo e successivo bagno nella baia. Prima di cena, sbarchiamo al molo del Bloody Mary e visitiamo il locale storico che ha la sabbia sul pavimento. Beviamo l’aperitivo Bloody Mary, guardiamo le foto di tutti i personaggi famosi che hanno visitato il locale (dai divi di Hollywood ai campioni dello sport e ai politici di tutto il mondo). Usciamo quindi a fare una piccola passeggiata e poi torniamo alla barca. Cena in barca con salsicce locali e patate. Prima beviamo un vino tahitiano, un Tahiti blanc sec del 2006, barricato, di aspetto luminoso e di gusto corallino, vanigliato. 12, 5 gradi, prodotto nel Domaine Dominique Auroy a Rangiroa da viti piantate al posto di una piantagione di cocco, a 4 metri dal mare, sorvegliato dalle papaye e dalle bougainvillee. Vitigno: carignan. Notte calda e afosa.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Venerdì 21 maggio 2010

BORA BORA (Baia di Povay - Laguna Sud-Est Motu Piti Uu'ta e Motu Piti Uu Tai)

 

Alla mattina facciamo scalo a Vaitape per completare la cambusa, per andare in posta e visitiamo un po’ anche la cittadina, compresa la chiesa cattolica. Ne approfittiamo anche per farci fare un tatuaggio all’henné sul braccio destro raffigurante gli idoli che venivano portati nei luoghi sacri (Marae). Poi partiamo per fare il giro dell’isola in laguna. Nei pressi del motu con l’aeroporto, ci fermiamo per il pranzo (tonno fresco preparato da Lorenzo con insalata). Poi riprendiamo la rotta passando per un punto molto difficile che prevede una “schivanea” tra scogli di corallo segnalati da segnali a triangolo gialli e neri di difficile interpretazione (o meglio che la ciurma conosce poco). Imboccato un canale sbagliato e procedendo con molta prudenza e con 2 marinai a prua, tocchiamo i coralli senza danni apprezzabili, poi ritorniamo al canale giusto e riprendiamo la navigazione fino ad ormeggiare verso le 5 del pomeriggio tra due motu, su uno dei quali, il Motu Piti Uu'Uta, vi è un villaggio Sofitel, dapprima troppo vicini alle casette del villaggio (si vedeva la televisione nella camera) e poi alla giusta distanza tra i 2 isolotti. Il Jardin de corail è favoloso, sembra di immergersi in un acquario con pesci di ogni tipo e forma (pesci scorpioni, pesci flauto, murene, ecc.). Tornati a bordo con il tender raggiungo il Motu Piti Uu Tai per prendere un po’ di sabbia bianca con un po’ di panico per tre cani che mi abbaiano per avvertimento. Cena a base di frittata con 12 uova, cipolla e pancetta accompagnata da birra. Notte tranquilla più fresca e ventilata.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Sabato 22 maggio 2010

BORA BORA (Motu Piti Uu'ta - Yacht Club - Vaitape) - MAUPITI

 

E’ il giorno della finale di Champions League Inter Bayern Monaco. Partenza all’alba alle 6 per raggiungere il Bora Bora Yacht Club per vedere la partita prevista per le 8,30 locali. Dopo aver grattato un paio di volte sugli scogli di corallo (una volta ci siamo quasi incagliati) sempre nel punto più critico della “schivanea”, arriviamo alle 8,30 al Yacht Club, purtroppo la televisione non funziona. Rammaricati riprendiamo la navigazione per Vaitape dove finalmente all’aloe Caffè ci gustiamo il secondo tempo con la vittoria dell’Inter per 2 reti a zero segnate da Milito. Gli avventori presenti tifano per il Bayern, ma vince l’Inter con il disappunto di uno spettatore che all’ingresso in campo di Materazzi a tre minuti dalla fine, si alza ed esclama in perfetto italiano “Materazzi vaffanculo!” e se ne va. Al supermercato prendo un bel Metodo classico per festeggiare in barca. Ritorniamo allo Yacht Club per rifornirci di acqua, accostiamo al molo, acquistiamo le magliette rosse che saranno la nostra divisa ufficiale per il futuro e ci intratteniamo con una Vahiné dai lunghi capelli e con tatuaggio attorno all’ombelico. Al momento di pagare il conto per l’acqua, la signora del Club ci dice che sarà gratis se aiutiamo a spostare una casetta e la ciurma, pur di non pagare, accetta. Saremo in almeno 10 persone ma alla fine riusciamo a spostare questo bungalow, lungo circa 5 metri, di una decina di metri soprattutto grazie a robusti polinesiani con tatuaggi sul corpo. Possiamo quindi partire per il passe, uscire dalla laguna e puntare verso Maupiti per fare circa 39 miglia. Facciamo un po’ di navigazione a vela, mangiamo uno spuntino a base di ossocollo, formaggi e vino “Tavernello” spagnolo e poi puntiamo dritti a motore verso l’isola. Ci rendiamo conto che, confrontata con il GPS, la velocità del display vicino alla ruota del timone non è reale e quindi arriveremo con il buio. Il problema è che l’unico pass di accesso alla laguna è un canale stretto e periglioso (passe de Onoiau) ed è altamente sconsigliato di farlo con il buio. Grazie al GPS riusciamo ad entrare e ormeggiamo nell’amplissima laguna in mezzo ai coralli. Con la luna quasi piena, un bagno immediato nell’oscurità con l’acqua che assumeva riflessi verdastri. Cena a base di salsicce e peperoni accompagnati da vino spagnolo tinto. Serata con sigaro, laguna e luna. Gianni fa un ulteriore bagno notturno.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Domenica 23 maggio 2010

MAUPITI (tour dell'isola in bici) - Notturna per TAHA'A

 

Alla mattina navigando tra scogli di corallo nella zona “non idrografata”della laguna di Maupiti, cerchiamo un posto per fare un bel bagno. Anche qui vi è un acquario con pesci di ogni tipo, particolari sono 2 vipere di mare. Ritornati a bordo, raggiungiamo il canale tracciato e raggiungiamo un piccolo molo nelle vicinanze della Chiesa di Vaiea. Sbarchiamo, raggiungiamo il Tempio Evangelico (la popolazione della Polinesia Francese è per la maggior parte evangelica), dove si sta svolgendo una funzione molto interessante, le donne portano in testa dei cappellini in stile coloniale con fiori e al collo numerose donne e ragazze portano collane di fiori. Nel corso della funzione domenicale, i partecipanti devono dei bicchierini e mangiano del pane. Al termine della funzione, numerose donne mettono le proprie collane di fiori al collo di una ragazza (sembra sia la festeggiata) e tutti fanno gli auguri alla ragazza e alla famiglia di lei. Decidiamo quindi di noleggiare delle biciclette e di raggiungere il Marae locale e di fare il tour dell’isola e magari fermarsi a mangiare qualcosa. Raggiungiamo il Marae, luogo sacro con iscrizioni su tavolette di pietra, poi continuiamo il tour, dapprima affrontando a piedi una forte salita, poi godendoci la discesa fino a raggiungere la spiaggia di Tereia, dalla quale è possibile raggiungere il Motu Auira a piedi. Ci fermiamo per fare delle foto e ci beviamo un cocco fresco che una donna ci prepara in un chioschetto. Poi riprendiamo il percorso tra casette basse e tutte recintate con fiori, in particolare ibischi di ogni colore. Morossi buca e si fa portare da un pick-up, noi proseguiamo fino ad arrivare a Vaiea e quindi riconsegnare le bici e tornare a bordo. Ripartiti, ancoriamo sul fondo sabbioso non distante dalla chiesa, mangiamo fusilli al pomodoro e basilico e facciamo il bagno. Quindi si decide di partire per la notturna uscendo dal passe prima che diventi buio. Una volta in oceano aperto e stabiliti i turni di guardia ( primo turno Lino e Giulio, secondo Gianni e Lorenzo, terzo Aldo), si parte. Le condizioni del mare sono troppo “buone” non c’è vento, quindi si naviga a motore accompagnati dalla luna e arriviamo a Taha’a Baia di Hurepiti prima del previsto alle 2 di notte. L’indomani abbiamo prenotato il Vanilla Tour con Alain.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Lunedì 24 maggio 2010

TAHA'A (Baia di Hurepiti - Vanilla Tour - Baia di Apu)

 

Notte piovosa, al mattino con il tender raggiungiamo il molo di Alain per il “Vanilla Tour”. Dapprima egli ci parla sulla storia delle isole polinesiane, poi  ci dà spiegazioni generali sulle varietà vegetali presenti nel giardino come il pandanus, piante da frutta come l'albero del pane, i frutti della passione, i mango, i cocco, i carambole, i noni (che odorano di gorgonzola quando sono sovramaturi, ecc.), per arrivare alla vaniglia. La vaniglia è un'orchidea a liane che ha bisogno di un supporto (un arbusto), i fiori durano poco (24 ore) in questo periodo devono essere fecondati. La vaniglia è originaria del Messico, poi è stata portata in Madagascar e in Polinesia, dove qui ha raggiunto una qualità superiore. I fiori sono ermafroditi, devono essere fecondati mediante impollinazione; mentre in Messico vi è un'ape in grado di farlo, in Polinesia deve essere fatto manualmente mediante uno bastoncino. Alain ci fa vedere l'operazione. Una volta fecondato il fiore dà un frutto che è un baccello, dapprima verde, poi nero, dopo di che viene raccolto e lavorato mediante essiccazione. Poi commercializzato in baccelli o in polvere. Alain ci accompagna quindi alla Land Rover per iniziare il tour. Aldo sale nel cabina con Alain, gli altri sul cassone posteriore dove vi sono 2 panche. Partiamo per la traversière de l'île, dapprima costeggiamo la baia di Hurepiti, poi si sale e si scende fino ad arrivare ad un paesino con un piccolo market, dove completiamo gli acquisti di vaniglia. Ripartiti si abbandona la strada asfaltata e si sale fino ad arrivare ad un punto panoramico, dal quale si vede la Baia di Hurepiti, la Baia di Apu e la Baia di Haamene, la più profonda di tutta la Polinesia. Lungo il percorso numerose soste per mostrarci diverse piante, fiori (come gli ibischi gialli la mattina e arancioni la sera), cespugli come les oreilles d'éléphants o come la mimosa pudìca che si ritrae quando la si tocca. Al punto panoramico Alain ci prepara una noce di cocco di cui beviamo il liquido con delle cannucce, del pamplemousse e dei caramboles. Alcuni galletti coloratissimi e delle galline compaiono dai cespugli e vogliono gli avanzi del nostro spuntino con tanto di turno “gerarchico”. Ripartiamo con soste per una serra di vaniglia, un essiccatoio del cocco, alcune canne da zucchero, i taro, un tubero di cui i Polinesiani sono ghiotti. Discendendo raggiungiamo la costa nord di Taha'a e quindi facendo la litoranea torniamo alla Baia di Hurepiti dopo aver intravisto alcune fermes perlières, allevamenti di ostriche perlifere. Salutato Alain, con il tender raggiungiamo il molo di Sophie Boutique per alcuni acquisti poi torniamo a bordo per ripartire in direzione del passe nei pressi del quale facciamo il bagno. Quindi il pranzo, risotto agli asparagi preparato da Lorenzo. Poi verso le 6 partiamo dopo aver “sbrigliato” l'elica sulla quale si era attorcigliato un cavo sottomarino (intervento magistrale di Lino). Il tempo si annuvola e comincia a piovere fino alla Baia di Apu dove arriviamo al buio e dove un ragazzo in tender ci aiuta a trovare un corpo morto. Cena a base tonno, formaggio Roquefort accompagnato da vino francese moeuilleux (morbido) e per finire grappa maschio barricata portata da Giulio. Notte piovosa.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Martedì 25 maggio 2010

TAHA'A (Baia di Apu) - RAIATEA (Marina Apooiti) - TAHITI (Papeete - Punaauia)

 

Nottata con pioggia che continua alla mattina. Torniamo nelle vicinanze del passe situato di fronte alla Baia di Hurepiti e facciamo il bagno sotto la pioggia. Nei pressi della barca vi è una gabbia fatta a camere come un “bartoel”, nella quale ci sono numerosi pesci di laguna e uno squalo pinna bianca. Giulio, entra nella gabbia, e dapprima timoroso poi tocca lo squalo che si allontana rapidamente. Ritornati in barca, partiamo per tornare a Raiatea dove arriviamo alle 12,30 ormeggiando fuori della Marina Apooiti. Pranziamo con una spaghettata all'arrabbiata poi arrivano 2 tecnici della Tahiti Yacht Charter per i controlli. Uno è un maoro molto scuro e molto grosso tipo Tyson e somigliante al nostro amico Fichera. Controllano le stecche della randa e Fichera, infilata una maschera va in acqua a controllare la chiglia. Quando risale in barca, chiede al nostro comandante Giulio: “Vous avez rafflé?”. Giulio dice che non ci siamo accorti. Poi il tecnico dice che tutto va bene e allora la ciurma tira un sospiro di sollievo. Dopo i controlli, entriamo in marina, ci prepariamo a partire, si fa il check-out, doccia e poi Anne Sophie ci accompagna in aeroporto dopo averci donato una collana di conchiglie per dirci arrivederci. Alle 16,30 voliamo con Air Tahiti verso Papeete con scalo a Bora Bora dove ci fermiamo una mezzoretta con sbarco sotto una pioggerellina. Poi nuovamente in volo fino a Papeete (arrivo alle 18,10) dove un multivan ci aspetta per accompagnarci alla Pension de la Plage a Punaauia a circa 10 km dall'aeroporto. Ci sistemiamo in 2 stanze con ampia terrazza che dà sul cortile con piscina. Nella prima stanza sono Gianni e il figlio Lorenzo; nella seconda i tre rimanenti. Cena in un ristorante vicino, Le Cigalon, dove degustiamo tartare di tonno, carpaccio di tonno e rognoni al vino rosso francese. La notte è piuttosto pesante per quelli che dormono con Lino, soprattutto Aldo che non chiude occhio, a causa del suo russare.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Mercoledì 26 maggio 2010

TAHITI (Papeete)

 

Alla mattina colazione sotto una tettoia con il tetto fatto con il pandanus, alberello locale. Dopo colazione decidiamo il cambio camere, ora saranno Lino e Giulio in camera da due. A piedi raggiungiamo un centro commerciale e da qui in autobus andiamo a Papeete. Dapprima andiamo al Marché Municipal coperto, con una parte per i fiori, una per frutta e verdura, una per oggetti vari e poi il mercato del pesce. Al primo piano, parei e stoffe nonché piccola tavola caldo per mangiare. Dopo una prima visita al mercato andiamo a comprare dei parei dipinti amano in un negozietto (Le Tiare) con bellissimi capi di abbigliamento ed oggetto vari. Poi torniamo al mercato si mangia ed un orchestrina di 4 elementi ci allieta il pranzo con musiche polinesiane. Poi al mercato del pesce e quindi al Vaime Perles a comprare delle perle di Tahiti, scure dal nero al verde con riflessi rosati. Quindi visita alla chiesa cattolica di Notre Dame con interessanti vetrate. Alla ricerca poi di un auto da noleggiare senza successo, visitiamo la Mairie, edificio in stile coloniale, dove visitiamo una mostra di artigianato locale e poi una mostra sulla storia di Papeete che quest'anno festeggia i suoi 150 anni dalla fondazione. Raggiungiamo poi il lungomare, sta diventando buio, e andiamo ai nuovi giardini di Paofai, appena inaugurati, molto belli, ordinati, puliti, pieni di gente. Torniamo alla Place Vaiete sul lungomare dove la sera si piazzano dei camioncini che fanno da mangiare, ne scegliamo uno e mangiamo il meka (pesce spada) alla salsa di Roquefort accompagnato da sidro (è vietata la vendita di alcolici). Poi ci spostiamo di qualche metro per una crepe. Quindi in taxi torniamo alla pensione accolti “calorosamente” dai 2 cani presenti per fortuna calmati dalla padrona che dice loro “doucement”.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Giovedì 27 maggio 2010

TAHITI (Panaauia - Aeroporto - Museo Tahiti et ses iles – Marae Arahurahu - pranzo al Motu Parataito - Grotte di Maraa - Museo Paul Gauguin – Panaauia)

 

Alla mattina dopo colazione Aldo e Giulio vanno fino all'aeroporto per noleggiare un'auto, con la quale dapprima andiamo a visitare il Musée de Tahiti et des îles, situato nelle vicinanze della pensione, che tratta della storia di Tahiti, dopo una introduzione sulla geologia, sulla flora e fauna delle isole . Ripartiamo per visitare la costa ovest dell'isola. La prima sosta è al Marae Arahurahu, poi pranzo al Motu Parataito, su un isolotto: il tavolo è in un angolo vip, su un terrazzino sul mare: mangiamo ottimi gamberi alla griglia e un risotto primavera con cappesante. Dopo pranzo alle Grotte di Maraa circondate da vegetazione lussureggiante. Ripartiamo per la visita al Musée Paul Gauguin, che raccoglie documenti sulla vita di Gauguin e sul periodo trascorso a Tahiti e alle Isole Marchesi, copie di sue opere (gli unici due originali non sono fruibili per motivi di sicurezza). Un gruppo di ragazzini ci fa festa, vogliono essere fotografati. Ritorniamo in hotel. La sera andiamo a cena in un ristorante situato nella Marina Taina per festeggiare il 28° compleanno di Lorenzo. Ottima cena in terrazza con cappesante, tartare varie, gamberi al vapore e un dessert veramente speciale (crema alla vaniglia con arancio. Poi nei pressi di alcuni yacht, un bel rum Dillon e sigaro. Ritorno alla pensione.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Venerdì 28 maggio 2010

TAHITI (Panaauia - Belvedere – Trou du souffleur – Cascades de Faauruma – Taravao - Jardin Botanique – Punaauia – Le Meridien)

 

Dopo colazione partenza per il Belvedere, ristorante e punto panoramico, situato a 600 m di altitudine sopra Papeete per ammirare l'interno dell'isola (sembra di essere in montagna) e il panorama su Papeete e sull'isola di Moorea. Discesa e percorriamo la costa est di Tahiti fino al Trou du souffleur, un punto in cui le onde penetrano in un buco e fanno un sibilo con spruzzi molto alti. Da lì saliamo verso le tre cascate di Faauruma, immerse nella vegetazione tropicale. La prima dista 5 minuti e le altre 2 sono un po' più all'interno a circa 20-25 min. Ritornati sul mare si fa il bagno anche se la corrente è molto forte. Andiamo quindi a Taravao per il pranzo, Siamo proprio sull'istmo tra l'isola principale (Tahiti Nui) e la penisola (Tahiti Itu). I ristoranti sono tutti chiusi (sono le 14 passate) quindi mangiamo dei panini. Dopo pranzo andiamo al Jardin Botanique, situato nelle vicinanze del Museo Gauguin, dopo una piccola sosta ad un mercatino di abbigliamento, di fiori e di animali da cortile. Il giardino è molto bello e ricco. La visita dura più di un'ora. Poi con il buio torniamo alla pensione. Andiamo a Le Meridien per vedere uno spettacolo di danze e musiche polinesiane, indossando la divisa (T-shirt rossa del Bora Bora Yacht Club). Mangiamo panini e ci gustiamo le danze e facciamo foto con le ballerine. Poi un piccolo concerto di musica reggae e quindi ritorno alla pensione.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Sabato 29 maggio 2010

TAHITI - LOS ANGELES - PHILADELPHIA

 

Alla mattina sveglia alle 4,30 per raggiungere l’aeroporto, dove riconsegniamo l’auto a noleggio, facciamo il check-in, poi alla dogana recuperiamo le tasse sulle perle acquistate e quindi si parte con volo Air France per Los Angeles alle 7,30. Volo tranquillo, dello stesso livello del viaggio di andata con Champagne e vini Côtes du Rhône e pasti di livello. Arrivo a Los Angeles verso le 18,40. Ritiro bagagli, nuovo check-in, poi raggiunto il terminal per la partenza con lo shuttle ci concediamo un hamburger , coca-cola e patatine fritte. Alle 22,13 si parte per Philadelphia con volo United Airlines.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Domenica 30 maggio 2010

PHILADELPHIA - VENEZIA

 

Arrivo a Philadelphia alle ore 06,30, ci rinfreschiamo un attimo in aeroporto, poi prendiamo il treno per il centro città. Arrivati, entriamo in un Starbucks Coffee, facciamo colazione con cappuccino e brioche, poi raggiungiamo il City Hall, il municipio. Da lì lungo il Market Street, raggiungiamo la parte storica della città con visita dapprima al museo che conserva la campana rotta, simbolo della libertà americana (Liberty Bell), poi il complesso della Independence Hall, che racchiude gli ambienti dove fu firmata la Dichiarazione di indipendenza (1776) e la Costituzione degli Stati Uniti (1787). Visita guidata da un ranger. Poi si prosegue , dopo aver visto vari palazzotti storici come la prima banca americana in stile neoclassico e il teatro……., fino al fiume Delaware, che separa il Pennsylvania dal New Jersey. Sulla riva vi è un museo della Marina, con riproduzione delle caravelle di Colombo e un sottomarino da visitare. Poi alcune navi storiche ormeggiate e una festa in preparazione. Noi proseguiamo verso il cuore più antico della città per raggiungere la Betsy Ross House e la Elfreth's Alley con case vittoriane restaurate. Quindi, dopo aver acquistato dei sigari in una tabaccheria ben fornita, ci fermiamo a mangiare un bel hamburger e quindi torniamo alla stazione dei treni per tornare in aeroporto, dove il volo US Airways delle 18,25 ci aspetta per portarci a Venezia.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Lunedì 31 maggio 2010

VENEZIA

 

Arrivo a Venezia alle 9,00 circa, ritorno a casa con Giulio e suo figlio Valerio che è venuto a prenderci.
 

 

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