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CANARIE


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Il diario del viaggio e

il Giornale di Bordo

 

 

 

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Venerdì 19 giugno 2009
Venezia – Madrid - Aeroporto di Gran Canaria - Las Palmas de Gran Canaria

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Sabato 20 giugno 2009
Las Palmas de Gran Canaria - Santa Cruz de Tenerife

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Domenica 21 giugno 2009
Santa Cruz de Tenerife - Santa Cruz de la Palma

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Lunedì 22 giugno 2009
Santa Cruz de la Palma – Tour dell'Isola de la Palma (Caldera de Taburiente – Tazacorte – Volcàn San Antonio – Volcàn Teneguìa – Punta Fuencaliente)

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Martedì 23 giugno 2009
Santa Cruz de la Palma – San Sebastiàn de la Gomera

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Mercoledì 24 giugno 2009
San Sebastiàn de la Gomera – Tour dell'Isola de la Gomera (Parque Nacional de Garajonay – Valle Gran Rey)

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Giovedì 25 giugno 2009
San Sebastiàn de la Gomera – Santa Cruz de Tenerife

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Venerdì 26 giugno 2009
Santa Cruz de Tenerife – La Laguna – Puerto de la Cruz – La Orotava

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Sabato 27 giugno 2009
Puerto de la Cruz – Parque Nacional del Teide – Punta del Hidalgo – Aeroporto Los Rodeos di Tenerife – Aeroporto di Lanzarote – Puerto del Carmen

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Domenica 28 giugno 2009
Puerto del Carmen – Parque Nacional de Timanfaya – Aeroporto di Lanzarote – Jardin de Cactus a Guatiza – Jameos del Agua – Mirador del Rìo – Orzola - Puerto del Carmen

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Lunedì 29 giugno 2009
Puerto del Carmen – El Golfo (Lago Verde) – Los Hervideros – Salinas de Janubio - Playa Blanca – Playas del Papagayo – Faro de Playa Blanca - Puerto Calero - Puerto del Carmen – Cena del cammello – Puerto del Carmen

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Martedì 30 giugno 2009
Puerto del Carmen – Tahiche (Fundaciòn César Manrique) – La Caleta de Famara – Queseria del Faro - Aeroporto di Lanzarote – Aeroporto Barajas di Madrid – Aeroporto Marco Polo Venezia

 

Venerdì 19 giugno 2009

VENEZIA – MADRID - AEROPORTO DI GRAN CANARIA - LAS PALMAS DE GRAN CANARIA

 

Partenza da Venezia Marco Polo con volo Iberia delle 7,45 per Madrid. L'equipaggio si ritrova in aeroporto Francesco, Gianni, Lino, Giulio, Roberto, Luciano e Aldo. Giampietro per problemi di lavoro, ci raggiungerà il giorno dopo, giusto per la partenza da Gran Canaria. In aeroporto Barajas, ci rifocilliamo con panino allo jamon. Poi alle 12,15 si parte sempre con volo Iberia per Las Palmas de Gran Canaria dove atterriamo alle 15 ora locale (da noi sono le 16). Trasferimento in città in taxi (una ventina di km) con annotazione sull'autista che parla e risponde con grugniti. Destinazione al Porto Deportivo dove ci attende un Bavaria 50, dopo aver fatto una lunga camminata a piedi per raggiungere il nostro molo, che è l'ultimo. Gianni, Aldo, Lino e Roberto fanno cambusa (bloccando una strada a senso unico per caricare tutte le provviste su un taxi), mentre il resto della truppa fa il check-in alla barca. Aldo e Gianni vanno poi a comprare degli asciugamani, perché mancanti, facendo una bella passeggiata nel quartiere commerciale di Santa Catalina vicino al Porto Deportivo.
Terminate tutte queste operazioni, si va verso il centro tutti insieme percorrendo il lungomare per più di 1 km, per raggiungere dapprima una piazza con una immensa fontana e poi il quartiere di Triana con una bellissima piazza con parco e alberi secolari, il Parque San Telmo con la storica Ermita, chiesetta molto antica risalente al 1500. Da lì si diparte un lungo viale con edifici moderni ed ottocenteschi, dedicato allo shopping de Las Palmas. Arriviamo alla Vegeta, la parte più antica della città dove vi è la Casa di Colombo, di fianco alla quale vi è una festa popolare con musica. Questa casa fu abitata dal grande navigatore nel 1492 in attesa della riparazione di una sua caravella. Trasformata poi in residenza dei governatori, a tutt'oggi mantiene l'aspetto originale con balconi in legno. Nei pressi vi è l'antica Cattedrale dedicata a Santa Ana, di fronte alla quale vi è un'ampia piazza con numerose palme ai lati. La Cattedrale, la cui costruzione è iniziata nel Cinquecento ed è durata almeno 4 secoli, presenta una facciata neoclassica con 2 campanili.
Finalmente si va a cena. Il ristorante prescelto (la Recova Vieja) ha dei tavoli in una piazzetta coperti da ombrelloni. Il menù prevede delle crocchette di carne, tacos de solomillo (tagliata di filetto) e un piatto locale di carne avvolta in crosta con prosciutto, formaggio e salsa di pomodoro, tutto innaffiato abbondantemente da malvasia seco Grifo (Lanzarote).
Ritorno alla barca con passeggiata notturna e buon sigaro.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Sabato 20 giugno 2009

LAS PALMAS DE GRAN CANARIA - SANTA CRUZ DE TENERIFE

 

Durante la nottata (alle 4,30) Giampietro ci raggiunge. Alla mattina, essendo egli cuoco di bordo di gran livello, ordina l'integrazione della cambusa. Poi acquistata la benzina per il tender ed effettuata l'alzabandiera con il vessillo di San Marco (di pace), alle 10,30 si leva l'ancora e ha inizio la navigazione alle Isole Canarie. Dapprima costeggiamo la costa per oltrepassare il capo nord dell'isola con vento discreto. Poi puntiamo a NO con rotta verso Santa Cruz de Tenerife, dapprima con un po' di vento, poi a motore. Giampietro ci prepara uno spuntino con soppressa, grana, alici, crostini con philadelphia e malvasia secco di Tenerife. Il cielo è velato, il mare calmo, avvistiamo 2 volte benauguratamente dei delfini. Alle 19 circa arriviamo a Santa Cruz. Il Porto Atlantico è ben difeso dalle mareggiate da un lunghissimo molo alto almeno 5 metri. All'ingresso del molo campeggia l'Auditorio de Tenerife, edificio circolare con copertura doppia a vela semisferica.
In barca assistiamo ad uno splendido tramonto e ceniamo con una buona carbonara al jamon innaffiata da vino tinto di Lanzarote. Dopo cena, passeggiata per Santa Cruz, partendo dalla bellissima Plaza de España, con laghetto centrale e parco con alberi e fiori, poi per le vie pedonali del centro storico, fino alla Iglesia de La Concepciòn, poi lungo un bella strada affiancata da bei palazzi e da una doppia fila di palme. La città è più bella di Las Palmas ed è veramente ricca di gente per le strade.
Al rientro scopriamo che nella serratura della porta di accesso alla barca, è incastrato un pezzo di chiave, indiziato principale Francesco che si discolpa (“Non sono stato io!”). Viene costituito subito un processo in quanto Francesco presenta alcune contraddizioni al PM (Aldo), valutate con serietà dal GIP (Giampietro), che rinvia al GUP (Lino), che rimane incurante ai richiami alla clemenza della corte da parte dell'Avvocato d'ufficio Nava. Il giudizio finale viene, vista la tarda ora della notte, rinviato al giorno dopo.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Domenica 21 giugno 2009

SANTA CRUZ DE TENERIFE - SANTA CRUZ DE LA PALMA

 

Partenza alle 9,30 con un vento da est che ci accompagna fino alla baia Taganana, dove facciamo il primo bagno nell'Atlantico. L'acqua è abbastanza fredda. Alle 13,30 pranzo a bordo con ossocollo, soppressa, formaggio curado (stagionato), vini Malvasia seco e vino tinto di Lanzarote. Si riparte con buon vento da NO e doppiamo il capo dell'Hidalgo, il punto più a nord di Tenerife. Da qui, accompagnati da onde lunghe atlantiche, affrontiamo la notturna per raggiungere S. Cruz de la Palma (ca 97 miglia). Alle 22 cena poi estrazione per i turni della notte con sospetto di “brogli” da parte del  comandante Giulio: 23-01 Giulio + Giampietro; 01-03 Aldo + Luciano; 03-05 Lino e Gianni; 05-07 Francesco e Roberto. La navigazione notturna è tutta a vela con aliseo portante al giardinetto e pilota automatico. Arrivo alle 7,30 al porto di Santa Cruz.
 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

Lunedì 22 giugno 2009

SANTA CRUZ DE LA PALMA - TOUR DELL'ISOLA DE LA PALMA (Caldera de Taburiente – Tazacorte – Volcàn San Antonio – Volcàn Teneguìa – Punta Fuencaliente)

 

Alla mattina noleggiamo un minivan VW per 8 posti e dopo un caffè appena fuori dal porto, si parte in direzione del Parque Nacional de la Caldera de Taburiente, grandissima caldera vulcanica. Sosta al Centro visitatori per acquistare i biglietti ed avere qualche informazione, saliamo attraverso una ricchissima vegetazione fino a raggiungere La Cumbrecita, punto informativo. Da lì con una piccola passeggiata raggiungiamo Lomo de Chozas attraverso una fitta foresta di pino canario. Panorama fantastico che corre lungo tutto il bordo circolare della caldera.
Per il pranzo raggiungiamo al porto di Tazacorte, sulla costa ovest dell'isola, il ristorante Playa Mont, dove degustiamo i prodotti ittici delle Canarie. Antipasto: peoci al forno, polpette di granchio (surimi), zuppa di pesce, pescado blanco e pescado azul (barracuda), seppie alla griglia e calamari fritti e patate particolari (papas arrugadas) al forno con la buccia. Vini bianchi: Teneguìa Listan blanco 2006 de la Palma.
Dopo pranzo piccola sosta alla parte alta di Tazacorte per ammirare gli estesi bananeti che arrivano fino in paese. Poi lungo la dorsale dell'isola, raggiungiamo Fuencaliente. Nei pressi del paese, andiamo al Volcàn San Antonio, vulcano spento (ultima eruzione 1949), percorriamo quasi tre quarti dell'orlo del cratere, fino ad un punto panoramico, da cui si intravede El Hierro, l'isola più lontana delle Canarie, e la Punta sottostante e il cratere del Volcàn Teneguìa (ultima eruzione 1971), l'ultimo vulcano attivo delle Canarie. Scendiamo poi alla Punta Fuencaliente attraversando un mare di colata lavica del Teneguìa e raggiungiamo il faro, nei pressi del quale vi è una spiaggetta di sabbia nerissima, dove facciamo il bagno. Nei pressi vi sono poi le saline di Fuencaliente, che fotografiamo i riflessi del tramonto e facciamo quattro passi tra le vasche. Sullo sfondo intravediamo La Gomera e il Vulcano Teide di Tenerife.
Ritorno
a Santa Cruz lungo la dorsale est dell'isola. Dopo alcuni acquisti per la cambusa di bordo, cena in barca festeggiando il 50° compleanno di Roberto con risotto di gamberi e langostine fresche e spegnimento di candele. Dopo cena passeggiata per il centro città, uno dei più belli di tutte le Canarie. Notevole la Plaza de España, piazzetta triangolare, sulla quale si affacciano la Chiesa di El Salvador e il Municipio con il suo porticato. Al centro una statua. La via che dal porto raggiunge la piazza e prosegue, Calle O' Daly (mercante irlandese di banane) è tutta pedonale e piena di negozi e di palazzi.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Martedì 23 giugno 2009

SANTA CRUZ DE LA PALMA - SAN SEBASTIAN DE LA GOMERA

 

Partenza alle 4 grazie a 2 volontari (Lino e Giampietro) in direzione della Gomera sempre con vento portante da NE. Verso le 12 siamo nei pressi della costa nord dell'isola dove la costa modellata dal mare e dal vento ha un aspetto particolare, siamo a Los Organos, che richiama la forma delle canne di un organo. Dopo aver avvistato la pinna di uno squalo, ci avviciniamo alla costa e un gruppo di volontari fa il bagno. Poi nei pressi della baia di Vallehermoso, lo stesso gruppo un secondo bagno verso le 13. Aldo, Gianni, Francesco e Luciano rimangono a bordo e non si accorgono che la barca ha disancorato e si è allontanata di circa un miglio. Ritorno a tutta velocità per recuperare i naufraghi ormai disperati e infreddoliti, i quali avevano tentato di avvisarci senza successo.
Raggiunto il porto di San Sebastiàn, dopo aver costeggiato la costa molto bella e ricca di terrazzamenti (è la caratteristica principale dell'isola), pranziamo alle 14 con pennette al tonno, particolarmente gradite da Giulio (4 piatti per lui). Dopo le pratiche nautiche, facciamo un giro per la cittadina, che si sta preparando per la festa di San Juan. Dapprima in una distesa di erba verdissima in mezzo alla quale vi è la Torre del Conde, ricca di leggende. All'interno della torre si era rinchiusa Beatriz de Bobadilla, dopo che un Guancio le aveva ucciso il marito per vendicare la relazione amorosa dell'uomo con una principessa della sua tribù. All'arrivo dei rinforzi da Gran Canaria, Beatriz si vendicò mandando a morte quasi tutti i Guanci di sesso maschile di La Gomera. Tutto ciò avvenne nel 1448. Nella stessa pagina della guida Mondadori si narra che Cristoforo Colombo sostò tre volte alla Gomera nel 1492, nel 1493 e nel 1498. Durante questa permanenza Colombo ebbe una relazione amorosa con Beatriz de Bobadilla. Ci sembra ci sia un errore storico della guida. Questo argomento porta ad una lunga discussione sulle vicende storiche della seconda metà del quattrocento. La visita della cittadina prosegue fino alla Iglesia de la Virgen de la Asunciòn in Calle Real, la via pedonale ricca di palazzetti in stile coloniale, tra i quali la Casa de Colòn. Ritorno alla barca e appena dopo il tramonto, tutti in spiaggia, nei pressi del porto, raggiunta attraverso un tunnel nella roccia, a festeggiare San Giovanni Battista. Quasi tutto il paese è presente. Vi sono artisti da strada di ogni tipo, prestigiatori e mangiafuoco. Grandi falò in spiaggia. Ritorno alla barca per la cena e poi rum e sigaro.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Mercoledì 24 giugno 2009

San Sebastiàn de la Gomera – Tour dell'Isola de la Gomera (Parque Nacional de Garajonay – Valle Gran Rey)

 

Alla mattina noleggiamo due Hyunday per visitare l'interno dell'Isla Ronda chiamata così per la sua forma. La salita al Parco del Garajonay, una delle foreste naturali più antiche del mondo, è lungo pendici terrazzate, segno di un lavoro agricolo notevole per far fruttare questo terra povera. La prima tappa è a Los Roques dove un mirador ci permette di vedere il “lenzuolo” di nebbia che ricopre la montagna del Garajonay. Questo fenomeno costante è dovuto a condizioni climatiche uniche e le persistenti nebbie sono prodotte dall'incontro dei freddi alisei atlantici con venti più caldi. Questa umidità permette la crescita rigogliosa di circa 450 specie di piante ed alberi, in particolare i lauri, per cui si parla di “laurisilva”. Tutto ciò è spiegato in maniera chiara al Centro Visitantes di Las Rosas, proprio al centro del parco e proprio in mezzo alla nebbia. Raggiungiamo il centro dopo un lungo giro dell'isola fino a Vallehermoso, dove facciamo rifornimento di carburante. Al centro visitatori vi è un giardino botanico, il museo del parco, audiovisivi. Molto interessante. Dal centro si parte attraversando l'altipiano e per uscire dal parco dalla parte ovest per discendere la Valle Gran Rey. Una vallata stupenda ricca di terrazzamenti coltivati a frutta e palme, il clima è stupendo. Arriviamo alla Playa e cerchiamo un ristorante per il pranzo. Ci fermiamo al Rincon del Marinero, una piccola trattoria. Menù: polpo alla gallega, gambas a l'ajo, filetos de pescado, papas arrugadas e tanto Listan blanco de Tenerife. La ricetta dei Gambas a l'ajo della mamma del cameriere: sbollentare i gamberi in acqua, a parte riscaldare in un tegamino di terracotta olio con prezzemolo e aglio, aggiunger i gamberi per 2 minuti, spegnere, aggiunger brandy e flambare, servire bollente. Nel ristorante incontriamo una coppia di mezza età italiana che vivono nel paese vicino, lui è piemontese, lei è veronese. Ci invitano a bere il caffè a casa loro, Aldo, Gianni e Giulio accettano l'invito. Il resto della ciurma si rilassa nella vicina spiaggia di sabbia nerissima. I signori italiani ci raccontano i motivi della loro scelta dovuta principalmente al clima (la temperatura non scende mai sotto i 15 gradi ed in genere non supera i 25 gradi. Si trovano bene anche con gli abitanti del luogo tra i quali sembra vi siano moltissimi stranieri, soprattutto tedeschi. Dopo il caffè una buona grappa italiana. Poi ci congediamo e raggiungiamo gli altri in spiaggia per un bellissimo bagno. Poi rientro alla barca con numerose soste ai vari mirador, l'ultimo dei quali è sopra la città di San Sebastiàn e ci permette di vedere in maniera ravvicinata il Teide sull'isola di Tenerife e ci viene da pensare che nel giro di 48 ore saremo sul punto più alto delle Canarie e di tutta la Spagna. Dopo una cenetta rapida facciamo quattro passi sul lungomare e nel centro cittadino.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Giovedì 25 giugno 2009

SAN SEBASTIAN DE LA GOMERA - SANTA CRUZ DE TENERIFE

 

Dopo le pratiche nautiche, docce e toilette varie presso la marina, partiamo in direzione E-SE per raggiungere Tenerife con il Teide che si staglia nell'azzurro del cielo e con un buon vento aliseo che ci accompagna fino a raggiungere l'isola di Tenerife. Lungo il tragitto facciamo l'incontro con un numerosissimo gruppo di delfini globicefali, accompagnati anche da piccoli. L'incontro è molto emozionante per la vicinanza di questi mammiferi marini. Questo tratto di mare è molto frequentato da turisti in cerca  di balene che qui vengono a riprodursi. Noi non siamo così fortunati.
Pranzo a bordo in un caletta di fronte alla Marina del faro, spaghetti all'amatriciana. Riprendiamo la navigazione con difficoltà, il vento è contrario lungo la costa est di Tenerife, molto costruita, con molti ecomostri e molte pale eoliche. Per non arrivare troppo tardi a Santa Cruz, decidiamo di ormeggiare per la notte in qualche piccola baia, ma non è possibile per fondali troppo bassi nei punti riparati dal vento. Decidiamo di proseguire ed arriviamo verso le 22,45 alla capitale con un doppio ormeggio perché il primo posto era riservato. Cena conclusa con un'anguria. La parte ancora vispa della ciurma fa un giro notturno in città, concluso in pozzetto con uno sherry Pedro Ximenes.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Venerdì 26 giugno 2009

SANTA CRUZ DE TENERIFE - LA LAGUNA - PUERTO DE LA CRUZ - LA OROTAVA

 

Dopo il risveglio con un cielo bellissimo, facciamo il check-out della barca, manca solo un parabordo, facciamo le valigie e passiamo alla prenotazione delle macchina per il tour dell'isola. Alle 11, Aldo e Gianni vanno a fare un giro per il centro, per l'acquisto di sigari della Palma, all'Ufficio del Parco del Teide per la prenotazione alla salita sulla cima del vulcano e a visitare il Museo del Castello di San Cristòbal sotto la Plaza de España. Vi sono alcune difficoltà per i noleggio delle macchine per cui alle 13 pranziamo per l'ultima volta a bordo facendo fuori la soppressa. Con gli avanzi della soppressa e del pane, Roberto fa una pesca miracolosa di pescetti che mordevano i pezzi di soppressa, le sue dita e che venivano tirati fuori dall'acqua con le mani. Pensare che per tutta la settimana non aveva pescato niente, nonostante pasture e tecnologie avanzate.
Pomeriggio dopo aver caricato le due auto, ci rechiamo a La Laguna (il vero nome è San Cristòbal de la Laguna), l'antica capitale dell'isola. La città è in stile coloniale e presenta notevoli edifici storici. Visitiamo la Cattedrale con due torri gemelle, la Iglesia de Nuestra Senora de la Concepciòn (1502) con salita al campanile da cui si vede la fertile valle al centro della quale vi era una laguna (da cui il nome). Poi l'Istituto canario in Calle San Augustin, poi il Convento di Santa Catalina de Siena, e bellissime case in stile coloniale in Calle Obispo Rey Redondo, con patii con balconi in legno e il Municipio.
Ritrovo del gruppo e ripartenza in direzione Puerto de la Cruz, città molto trafficata, con difficoltà a trovare parcheggio nella zona del nostro hotel (Apartaments Florida). Sistemati in hotel, il gruppo va ad una piccola piscina sul tetto dell'hotel, mentre Aldo, Gianni e Luciano partono con una delle due auto per La Orotava, gioiello architettonico di Tenerife. La cittadina è in stile coloniale: notevoli la Iglesia de San Augustin, nei pressi de la Plaza de la Constituciòn, da cui si ammira la parte della città che degrada verso l'Oceano, la Iglesia de la Concepciòn (purtroppo è in corso la messa), la Piazza del Municipio e diversi edifici come la Casa de los Balcones con ricche decorazioni in legno. Il gruppo si ricompone per cena che non poteva aver luogo che in un palazzetto storico (Casa Lercaro – famiglia genovese) con ampio patio dal quale ci gustiamo il calar del sole nell'oceano. La cena è ottima: degustiamo un ampio menù canario accompagnato da vino Arautava blanco seco e tinto di Tenerife. Ritorno in hotel.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Sabato 27 giugno 2009

Puerto de la Cruz – Parque Nacional del Teide – Punta del Hidalgo – Aeroporto Los Rodeos di Tenerife – Aeroporto di Lanzarote – Puerto del Carmen

 

Partenza in direzione del Parco del Teide, vulcano non attivo dal 1798, alto m. 3718 s.l.m. e quindi la montagna più alta di Spagna. Dopo qualche sosta panoramica per osservare il paesaggio man mano che si sale, a El Portillo, entriamo nell’area del Parco. La vegetazione a poco a poco è scomparsa, rimangono rocce ed arbusti che comunque scompariranno presto. Visitiamo il Centro visitatori, molto interessante, circondato da un giardini botanico nel quale spicca l’echio rosso, una singolare pianta dalle lunghe infiorescenze rosse (uno dei simboli di Tenerife). Raggiungiamo la stazione di partenza della funivia per raggiungere la sommità del Teide, viaggiando fra paesaggi lunari di lave. Purtroppo c’è un vento teso che in alto raggiunge anche i 100 chilometri orari e pertanto la funivia è chiusa. Aspettiamo per più di un’ora , mangiando dei panini, poi delusi ce ne andiamo, procedendo verso Los Roques de Garcia, formazioni rocciose dalle forme bizzarre alte fino a 150 metri dal fondo del cratere. Una in particolare, la Roque Cinchado ha una strana forma, essendo più stretta alla base.
Finita questa visita, scendiamo dal vulcano e ci fermiamo per un panino in un’osteria. Proseguiamo per la Punta del Hidalgo, il punto più a nord di Tenerife, per fare un bagno nelle piscine naturali, ma vi è troppa gente e non riusciamo a parcheggiare per cui decidiamo di andare verso l’aeroporto, dove ci imbarchiamo sul volo Binter delle 19 per Lanzarote, con un po’ di patema d’animo, in quanto Francesco aveva fatto la prenotazione per 8 posti over 60 anni. Cerchiamo di dimostrarci più vecchi, la fortuna ci assiste, nessuno si accorge. Giunti all’aeroporto di Lanzarote, con due taxi raggiungiamo il nostro Hotel Aquarius, residence molto grande con una bella piscina e miniappartamenti con terrazza rivolta verso il mare e verso Fuerteventura da cui ammiriamo il primo tramonto di Lanzarote. Sistemati in hotel, dopo qualche discussione alla reception per la richiesta di pagamento anticipato, andiamo a cena al ristorante Casa Rosa, proprio sul porto, dove mangiamo delle splendide cappesante, una deliziosa zuppa di pesce e festeggiamo il compleanno di Giampietro.
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Domenica 28 giugno 2009

Puerto del Carmen – Parque Nacional de Timanfaya – Aeroporto di Lanzarote – Jardin de Cactus a Guatiza – Jameos del Agua – Mirador del Rìo – Orzola - Puerto del Carmen

 

Alla mattina dopo un abbondante colazione, noleggiamo due auto da un amico di Giovanni Sigovini, che ci fa aspettare parecchio tempo. Finalmente si parte alle 10,30 in direzione del Timanfaya, uno dei luoghi più suggestivi dell’isola. Il vulcano non è più attivo dal 1730 e ha lasciato un’ampia zona in cui la lava assume diversi aspetti e colori, a seconda della propria composizione, del calore con la quale è uscita e dalla velocità di raffreddamento. Dapprima ci rechiamo al centro visitatori, dove con gran fortuna, troviamo una guida italiana, un ragazzo di Roma, che ci dà delle ottime spiegazioni. Da lì ci rechiamo al punto di partenza dei pullman che portano i turisti nell’area del vulcano. Il tour dura una mezzora, ma veramente sembra di essere sulla luna. I paesaggi lunari si susseguono e hanno un aspetto differente lungo il percorso. Rientrati al punto di partenza, spettacolare è la griglia vulcanica, dove cucinano polli e salsicce e i geyser formati da acqua immessa in alcuni cunicoli da personale del parco. Bisogna che partiamo a tutta velocità in quanto Gianni e Roberto devono prendere l’aereo per far ritorno a casa.
Dopo aver lasciato i nostri amici, ci dirigiamo verso nord est, fermandoci lungo la strada per il pranzo in una buona trattoria per degustare il capretto al forno. Proseguendo ci fermiamo a Guatiza per visitare il Jardin de Cactus, giardino botanico dedicato ai cactus (oltre 5000 specie), curato dal famoso artista di Lanzarote César Manrique. Dopo il Jardin, arriviamo a Jameos de Agua, una grotta naturale trasformata in luogo di ritrovo, con tanto di laghetto e palmizi vari. Ci dirigiamo quindi verso il Mirador del Rìo, mirador mozzafiato. Il paesaggio di Lanzarote è molto particolare e strettamente legato alla tipologia del terreno vulcanico e delle condizioni climatiche generali. La vite dà dei buoni risultati ma deve essere protetta da muretti di pietra lavica dai venti. Il Mirador del Rìo è stato curato da Manrique ed è una costruzione su più piani, da cui è possibile ammirare un bellissimo panorama sulla costa nord dell’isola e su quella che viene definita l’ottava isola delle Canarie e cioè l’Isla Graciosa. Alla chiusura del Mirador, scendiamo verso la parte nord dell’isola per fare un bagno a Orzola, dove vi sono alcune piscine naturali. Ritorniamo quindi a Puerto del Carmen ed assistiamo ad uno splendido tramonto dalla terrazza della camera.
La cena è in un ristorantino vicino all’hotel dove degustiamo ottimi
 

 

 

 

 

 


 

 

 

Lunedì 29 giugno 2009

Puerto del Carmen – El Golfo (Lago Verde) – Los Hervideros – Salinas de Janubio - Playa Blanca – Playas del Papagayo – Faro de Playa Blanca - Puerto Calero - Puerto del Carmen – Cena del cammello – Puerto del Carmen

Dopo colazione partenza in direzione costa est  a El Golfo, dove un fenomeno vulcanico ha creato un laghetto dal colore verde smeraldo per via delle alghe presenti sul fondo. Una passeggiata sulla costa ci permette di vedere il laghetto e la costa dall’alto. Da El Golfo procediamo lungo la costa verso sud, attraversando una colata lavica nera larga molti chilometri. Tale colata irregolare ha creato numerosi anfratti, dove le onde dell’oceano “spumano” sembrando dei “bollitori” (los hervideros). Arriviamo quindi alle fantastiche Saline di Janubio, le cui vasche riflettono svariati colori. Ci fermiamo ad osservare le strutture di servizio alle saline, cabalette, depositi, ecc. da diversi punti panoramici. Proseguiamo quindi fino a Playa Blanca all’estremo sud di Lanzarote, di fronte all’isola di Fuerteventura. Una sosta per bere qualcosa, poi Aldo, Giulio e Luciano partono per le spiagge del Papagayo, le più rinomate dell’isola, mentre Francesco, Lino e Giampietro decidono di restare a Playa Blanca. Le spiagge del Papagayo sono diverse, scegliamo quella che sembra più bella, scendiamo lunga un ripido sentiero, facciamo il bagno e poi sfruttando un piccolissimo pezzetto di ombra, mangiamo alcune provviste portate ancora dalla barca. Ritorniamo quindi a Playa Blanca, ricombattiamo il gruppo, poi ci separiamo nuovamente. Francesco, Lino e Giampietro tornano in hotel, noi tre raggiungiamo il faro di Playa Blanca, poi ritornando verso l’hotel, ci fermiamo a Puerto Calero, la marina di Puerto del Carmen. Vi sono numerose e belle imbarcazioni e grossi pesci fra di esse. Ritornati in hotel, facciamo un bel bagno in piscina, poi usciamo per cena. Dapprima andiamo all’Avenida de Las Playas, dalla parte di Puerto del Carmen vicina all’aeroporto (dove di solito alloggia Sigovini quando va a Lanzarote, passeggiamo sul lungo mare, ci fermiamo a bere una sangria, poi partiamo in direzione Yaiza per mangiare in un ristorante notato alla mattina. All’esterno sentiamo odore di stallatico, per cui decidiamo di mangiare all’interno. Mangiamo molto bene in un ambiente rustico vari tipi di pescado, fino al momento in cui il ristoratore ci propone il cammello alla brace: favoloso (anche il conto!). L’odore di stallatico esterno era proprio dei dromedari utilizzati per trasportare i turisti tra le colate laviche della zona del Timanfaya.
Ritorno in hotel per un sigaro nei pressi della Piscina.

 

 

 

 

 

 


 

 

 

Martedì 30 giugno 2009

 Puerto del Carmen – Tahiche (Fundaciòn César Manrique) – La Caleta de Famara – Queseria del Faro - Aeroporto di Lanzarote – Aeroporto Barajas di Madrid – Aeroporto Marco Polo Venezia

 

Alla mattina raggiungiamo Taniche per la Visita alla Fundaciòn César Manrique, la casa dove viveva trasformata in luogo d’arte e di architettura. Molto bella. Dopo il museo, raggiungiamo la Caleta de Famara, in vista dell’Isla Graciosa, saliamo sulle dune nei pressi della bellissima e lunghissima spiaggia. Quindi dopo un lungo giro, andiamo alla Queserìa del Faro, su indicazione di Sigovini, a comprare dei formaggi caprini stagionati (curadi) o semi stagionati (semi-curadi). Quindi in aeroporto per lasciare i bagagli prima di riconsegnare le auto a Puerto del Carmen. Imbarco intorno alle 15 su volo Iberia, scalo a Madrid e quindi volo Iberia fino a Venezia.
 

 

 

 

 

 


 

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