Canarie - > Diario di viaggio
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Il diario del viaggio e il Giornale di Bordo
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VENEZIA – MADRID - AEROPORTO DI GRAN CANARIA - LAS PALMAS DE GRAN CANARIA
Partenza da Venezia
Marco Polo con volo Iberia delle 7,45 per Madrid. L'equipaggio si ritrova in
aeroporto Francesco, Gianni, Lino, Giulio, Roberto, Luciano e Aldo. Giampietro
per problemi di lavoro, ci raggiungerà il giorno dopo, giusto per la partenza da
Gran Canaria. In aeroporto Barajas, ci rifocilliamo con panino allo jamon. Poi
alle 12,15 si parte sempre con volo Iberia per Las Palmas de Gran Canaria dove
atterriamo alle 15 ora locale (da noi sono le 16). Trasferimento in città in
taxi (una ventina di km) con annotazione sull'autista che parla e risponde con
grugniti. Destinazione al Porto Deportivo dove ci attende un Bavaria 50, dopo
aver fatto una lunga camminata a piedi per raggiungere il nostro molo, che è
l'ultimo. Gianni, Aldo, Lino e Roberto fanno cambusa (bloccando una strada a
senso unico per caricare tutte le provviste su un taxi), mentre il resto della
truppa fa il check-in alla barca. Aldo e Gianni vanno poi a comprare degli
asciugamani, perché mancanti, facendo una bella passeggiata nel quartiere
commerciale di Santa Catalina vicino al Porto Deportivo. |
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LAS PALMAS DE GRAN CANARIA - SANTA CRUZ DE TENERIFE
Durante la nottata
(alle 4,30) Giampietro ci raggiunge. Alla mattina, essendo egli cuoco di bordo
di gran livello, ordina l'integrazione della cambusa. Poi acquistata la benzina
per il tender ed effettuata l'alzabandiera con il vessillo di San Marco (di
pace), alle 10,30 si leva l'ancora e ha inizio la navigazione alle Isole
Canarie. Dapprima costeggiamo la costa per oltrepassare il capo nord dell'isola
con vento discreto. Poi puntiamo a NO con rotta verso Santa Cruz de Tenerife,
dapprima con un po' di vento, poi a motore. Giampietro ci prepara uno spuntino
con soppressa, grana, alici, crostini con philadelphia e malvasia secco di
Tenerife. Il cielo è velato, il mare calmo, avvistiamo 2 volte benauguratamente
dei delfini. Alle 19 circa arriviamo a Santa Cruz. Il Porto Atlantico è ben
difeso dalle mareggiate da un lunghissimo molo alto almeno 5 metri. All'ingresso
del molo campeggia l'Auditorio de Tenerife, edificio circolare con copertura
doppia a vela semisferica. |
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SANTA CRUZ DE TENERIFE - SANTA CRUZ DE LA PALMA
Partenza alle 9,30
con un vento da est che ci accompagna fino alla baia Taganana, dove facciamo il
primo bagno nell'Atlantico. L'acqua è abbastanza fredda. Alle 13,30 pranzo a
bordo con ossocollo, soppressa, formaggio curado (stagionato), vini
Malvasia seco e vino tinto di Lanzarote. Si riparte con buon vento da NO e
doppiamo il capo dell'Hidalgo, il punto più a nord di Tenerife. Da qui,
accompagnati da onde lunghe atlantiche, affrontiamo la notturna per raggiungere
S. Cruz de la Palma (ca 97 miglia). Alle 22 cena poi estrazione per i turni
della notte con sospetto di “brogli” da parte del comandante Giulio: 23-01
Giulio + Giampietro; 01-03 Aldo + Luciano; 03-05 Lino e Gianni; 05-07 Francesco
e Roberto. La navigazione notturna è tutta a vela con aliseo portante al
giardinetto e pilota automatico. Arrivo alle 7,30 al porto di Santa Cruz. |
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SANTA CRUZ DE LA PALMA - TOUR DELL'ISOLA DE LA PALMA (Caldera de Taburiente – Tazacorte – Volcàn San Antonio – Volcàn Teneguìa – Punta Fuencaliente)
Alla mattina
noleggiamo un minivan VW per 8 posti e dopo un caffè appena fuori dal porto, si
parte in direzione del Parque Nacional de la Caldera de Taburiente, grandissima
caldera vulcanica. Sosta al Centro visitatori per acquistare i biglietti ed
avere qualche informazione, saliamo attraverso una ricchissima vegetazione fino
a raggiungere La Cumbrecita, punto informativo. Da lì con una piccola
passeggiata raggiungiamo Lomo de Chozas attraverso una fitta foresta di pino
canario. Panorama fantastico che corre lungo tutto il bordo circolare della
caldera. |
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SANTA CRUZ DE LA PALMA - SAN SEBASTIAN DE LA GOMERA
Partenza alle 4
grazie a 2 volontari (Lino e Giampietro) in direzione della Gomera sempre con
vento portante da NE. Verso le 12 siamo nei pressi della costa nord dell'isola
dove la costa modellata dal mare e dal vento ha un aspetto particolare, siamo a
Los Organos, che richiama la forma delle canne di un organo. Dopo aver avvistato
la pinna di uno squalo, ci avviciniamo alla costa e un gruppo di volontari fa il
bagno. Poi nei pressi della baia di Vallehermoso, lo stesso gruppo un secondo
bagno verso le 13. Aldo, Gianni, Francesco e Luciano rimangono a bordo e non si
accorgono che la barca ha disancorato e si è allontanata di circa un miglio.
Ritorno a tutta velocità per recuperare i naufraghi ormai disperati e
infreddoliti, i quali avevano tentato di avvisarci senza successo. |
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San Sebastiàn de la Gomera – Tour dell'Isola de la Gomera (Parque Nacional de Garajonay – Valle Gran Rey)
Alla mattina
noleggiamo due Hyunday per visitare l'interno dell'Isla Ronda chiamata così per
la sua forma. La salita al Parco del Garajonay, una delle foreste naturali più
antiche del mondo, è lungo pendici terrazzate, segno di un lavoro agricolo
notevole per far fruttare questo terra povera. La prima tappa è a Los Roques
dove un mirador ci permette di vedere il “lenzuolo” di nebbia che ricopre la
montagna del Garajonay. Questo fenomeno costante è dovuto a condizioni
climatiche uniche e le persistenti nebbie sono prodotte dall'incontro dei freddi
alisei atlantici con venti più caldi. Questa umidità permette la crescita
rigogliosa di circa 450 specie di piante ed alberi, in particolare i lauri, per
cui si parla di “laurisilva”. Tutto ciò è spiegato in maniera chiara al Centro
Visitantes di Las Rosas, proprio al centro del parco e proprio in mezzo alla
nebbia. Raggiungiamo il centro dopo un lungo giro dell'isola fino a Vallehermoso,
dove facciamo rifornimento di carburante. Al centro visitatori vi è un giardino
botanico, il museo del parco, audiovisivi. Molto interessante. Dal centro si
parte attraversando l'altipiano e per uscire dal parco dalla parte ovest per
discendere la Valle Gran Rey. Una vallata stupenda ricca di terrazzamenti
coltivati a frutta e palme, il clima è stupendo. Arriviamo alla Playa e
cerchiamo un ristorante per il pranzo. Ci fermiamo al Rincon del Marinero, una
piccola trattoria. Menù: polpo alla gallega, gambas a l'ajo, filetos de pescado,
papas arrugadas e tanto Listan blanco de Tenerife. La ricetta dei Gambas a l'ajo
della mamma del cameriere: sbollentare i gamberi in acqua, a parte riscaldare in
un tegamino di terracotta olio con prezzemolo e aglio, aggiunger i gamberi per 2
minuti, spegnere, aggiunger brandy e flambare, servire bollente. Nel ristorante
incontriamo una coppia di mezza età italiana che vivono nel paese vicino, lui è
piemontese, lei è veronese. Ci invitano a bere il caffè a casa loro, Aldo,
Gianni e Giulio accettano l'invito. Il resto della ciurma si rilassa nella
vicina spiaggia di sabbia nerissima. I signori italiani ci raccontano i motivi
della loro scelta dovuta principalmente al clima (la temperatura non scende mai
sotto i 15 gradi ed in genere non supera i 25 gradi. Si trovano bene anche con
gli abitanti del luogo tra i quali sembra vi siano moltissimi stranieri,
soprattutto tedeschi. Dopo il caffè una buona grappa italiana. Poi ci congediamo
e raggiungiamo gli altri in spiaggia per un bellissimo bagno. Poi rientro alla
barca con numerose soste ai vari mirador, l'ultimo dei quali è sopra la città di
San Sebastiàn e ci permette di vedere in maniera ravvicinata il Teide sull'isola
di Tenerife e ci viene da pensare che nel giro di 48 ore saremo sul punto più
alto delle Canarie e di tutta la Spagna. Dopo una cenetta rapida facciamo
quattro passi sul lungomare e nel centro cittadino. |
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SAN SEBASTIAN DE LA GOMERA - SANTA CRUZ DE TENERIFE
Dopo le pratiche
nautiche, docce e toilette varie presso la marina, partiamo in direzione E-SE
per raggiungere Tenerife con il Teide che si staglia nell'azzurro del cielo e
con un buon vento aliseo che ci accompagna fino a raggiungere l'isola di
Tenerife. Lungo il tragitto facciamo l'incontro con un numerosissimo gruppo di
delfini globicefali, accompagnati anche da piccoli. L'incontro è molto
emozionante per la vicinanza di questi mammiferi marini. Questo tratto di mare è
molto frequentato da turisti in cerca di balene che qui vengono a riprodursi.
Noi non siamo così fortunati. |
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SANTA CRUZ DE TENERIFE - LA LAGUNA - PUERTO DE LA CRUZ - LA OROTAVA
Dopo il risveglio
con un cielo bellissimo, facciamo il check-out della barca, manca solo un
parabordo, facciamo le valigie e passiamo alla prenotazione delle macchina per
il tour dell'isola. Alle 11, Aldo e Gianni vanno a fare un giro per il centro,
per l'acquisto di sigari della Palma, all'Ufficio del Parco del Teide per la
prenotazione alla salita sulla cima del vulcano e a visitare il Museo del
Castello di San Cristòbal sotto la Plaza de España.
Vi sono alcune difficoltà per i noleggio delle macchine per cui alle 13
pranziamo per l'ultima volta a bordo facendo fuori la soppressa. Con gli avanzi
della soppressa e del pane, Roberto fa una pesca miracolosa di pescetti che
mordevano i pezzi di soppressa, le sue dita e che venivano tirati fuori
dall'acqua con le mani. Pensare che per tutta la settimana non aveva pescato
niente, nonostante pasture e tecnologie avanzate. |
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Puerto de la Cruz – Parque Nacional del Teide – Punta del Hidalgo – Aeroporto Los Rodeos di Tenerife – Aeroporto di Lanzarote – Puerto del Carmen
Partenza in
direzione del Parco del Teide, vulcano non attivo dal 1798, alto m. 3718 s.l.m.
e quindi la montagna più alta di Spagna. Dopo qualche sosta panoramica per
osservare il paesaggio man mano che si sale, a El Portillo, entriamo nell’area
del Parco. La vegetazione a poco a poco è scomparsa, rimangono rocce ed arbusti
che comunque scompariranno presto. Visitiamo il Centro visitatori, molto
interessante, circondato da un giardini botanico nel quale spicca l’echio rosso,
una singolare pianta dalle lunghe infiorescenze rosse (uno dei simboli di
Tenerife). Raggiungiamo la stazione di partenza della funivia per raggiungere la
sommità del Teide, viaggiando fra paesaggi lunari di lave. Purtroppo c’è un
vento teso che in alto raggiunge anche i 100 chilometri orari e pertanto la
funivia è chiusa. Aspettiamo per più di un’ora , mangiando dei panini, poi
delusi ce ne andiamo, procedendo verso Los Roques de Garcia, formazioni rocciose
dalle forme bizzarre alte fino a 150 metri dal fondo del cratere. Una in
particolare, la Roque Cinchado ha una strana forma, essendo più stretta alla
base. |
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Puerto del Carmen – Parque Nacional de Timanfaya – Aeroporto di Lanzarote – Jardin de Cactus a Guatiza – Jameos del Agua – Mirador del Rìo – Orzola - Puerto del Carmen
Alla mattina
dopo un abbondante colazione, noleggiamo due auto da un amico di Giovanni
Sigovini, che ci fa aspettare parecchio tempo. Finalmente si parte alle
10,30 in direzione del Timanfaya, uno dei luoghi più suggestivi dell’isola.
Il vulcano non è più attivo dal 1730 e ha lasciato un’ampia zona in cui la
lava assume diversi aspetti e colori, a seconda della propria composizione,
del calore con la quale è uscita e dalla velocità di raffreddamento.
Dapprima ci rechiamo al centro visitatori, dove con gran fortuna, troviamo
una guida italiana, un ragazzo di Roma, che ci dà delle ottime spiegazioni.
Da lì ci rechiamo al punto di partenza dei pullman che portano i turisti
nell’area del vulcano. Il tour dura una mezzora, ma veramente sembra di
essere sulla luna. I paesaggi lunari si susseguono e hanno un aspetto
differente lungo il percorso. Rientrati al punto di partenza, spettacolare è
la griglia vulcanica, dove cucinano polli e salsicce e i geyser formati da
acqua immessa in alcuni cunicoli da personale del parco. Bisogna che
partiamo a tutta velocità in quanto Gianni e Roberto devono prendere l’aereo
per far ritorno a casa. |
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Puerto del Carmen – El Golfo (Lago Verde) – Los Hervideros – Salinas de Janubio - Playa Blanca – Playas del Papagayo – Faro de Playa Blanca - Puerto Calero - Puerto del Carmen – Cena del cammello – Puerto del Carmen
Dopo colazione
partenza in direzione costa est a El Golfo, dove un fenomeno vulcanico ha
creato un laghetto dal colore verde smeraldo per via delle alghe presenti
sul fondo. Una passeggiata sulla costa ci permette di vedere il laghetto e
la costa dall’alto. Da El Golfo procediamo lungo la costa verso sud,
attraversando una colata lavica nera larga molti chilometri. Tale colata
irregolare ha creato numerosi anfratti, dove le onde dell’oceano “spumano”
sembrando dei “bollitori” (los hervideros). Arriviamo quindi alle
fantastiche Saline di Janubio, le cui vasche riflettono svariati colori. Ci
fermiamo ad osservare le strutture di servizio alle saline, cabalette,
depositi, ecc. da diversi punti panoramici. Proseguiamo quindi fino a Playa
Blanca all’estremo sud di Lanzarote, di fronte all’isola di Fuerteventura.
Una sosta per bere qualcosa, poi Aldo, Giulio e Luciano partono per le
spiagge del Papagayo, le più rinomate dell’isola, mentre Francesco, Lino e
Giampietro decidono di restare a Playa Blanca. Le spiagge del Papagayo sono
diverse, scegliamo quella che sembra più bella, scendiamo lunga un ripido
sentiero, facciamo il bagno e poi sfruttando un piccolissimo pezzetto di
ombra, mangiamo alcune provviste portate ancora dalla barca. Ritorniamo
quindi a Playa Blanca, ricombattiamo il gruppo, poi ci separiamo nuovamente.
Francesco, Lino e Giampietro tornano in hotel, noi tre raggiungiamo il faro
di Playa Blanca, poi ritornando verso l’hotel, ci fermiamo a Puerto Calero,
la marina di Puerto del Carmen. Vi sono numerose e belle imbarcazioni e
grossi pesci fra di esse. Ritornati in hotel, facciamo un bel bagno in
piscina, poi usciamo per cena. Dapprima andiamo all’Avenida de Las Playas,
dalla parte di Puerto del Carmen vicina all’aeroporto (dove di solito
alloggia Sigovini quando va a Lanzarote, passeggiamo sul lungo mare, ci
fermiamo a bere una sangria, poi partiamo in direzione Yaiza per mangiare in
un ristorante notato alla mattina. All’esterno sentiamo odore di stallatico,
per cui decidiamo di mangiare all’interno. Mangiamo molto bene in un
ambiente rustico vari tipi di pescado, fino al momento in cui il ristoratore
ci propone il cammello alla brace: favoloso (anche il conto!). L’odore di
stallatico esterno era proprio dei dromedari utilizzati per trasportare i
turisti tra le colate laviche della zona del Timanfaya. |
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Puerto del Carmen – Tahiche (Fundaciòn César Manrique) – La Caleta de Famara – Queseria del Faro - Aeroporto di Lanzarote – Aeroporto Barajas di Madrid – Aeroporto Marco Polo Venezia
Alla mattina
raggiungiamo Taniche per la Visita alla Fundaciòn César Manrique, la casa dove
viveva trasformata in luogo d’arte e di architettura. Molto bella. Dopo il
museo, raggiungiamo la Caleta de Famara, in vista dell’Isla Graciosa, saliamo
sulle dune nei pressi della bellissima e lunghissima spiaggia. Quindi dopo un
lungo giro, andiamo alla Queserìa del Faro, su indicazione di Sigovini, a
comprare dei formaggi caprini stagionati (curadi) o semi stagionati (semi-curadi).
Quindi in aeroporto per lasciare i bagagli prima di riconsegnare le auto a
Puerto del Carmen. Imbarco intorno alle 15 su volo Iberia, scalo a Madrid e
quindi volo Iberia fino a Venezia. |
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